Economia
31.05.2018 - 09:000
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

"Assistenza in crescita? Non è giusto dare la colpa al mercato del lavoro: sono un migliaio di quegli 8'000 sono collocabili". Albertoni mette il campanile al centro del villaggio

Per il direttore della Camera di Commercio, la soluzione non è "sparare nel mucchio. Lavoriamo sui collocabili, per gli altri è giusto utilizzare altri mezzi a disposizione dello Stato, perché per salute, comportamenti individuali eccetera la loro situazione non può essere risolta dalle aziende"

BELLINZONA – 8'000 persone in assistenza, ma di fatto solo un migliaio ricollocabili e su cui si può dunque agire. Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio, commenta i nuovi dati relativi alle persone che beneficiano dell’aiuto statale, chiedendo di non puntare il dito solo sul mercato del lavoro.

"L’assistenza pubblica è balzata da qualche tempo agli onori (si fa per dire) della cronaca, perché messa in diretta correlazione quasi esclusivamente con le problematiche vere o presunte del mercato del lavoro. Lettura purtrop-po molto riduttiva e finalizzata a far dimenticare le cifre della disoccupazione in costante calo e quindi volutamente omesse dalla discussione pubblica. Tant’è, così funzionano le cose di certa politica”, si legge in un suo articolo sull’edizione di Opinione Liberale che uscirà domani.

“Non si tratta certo di negare che vi siano persone in difficoltà, anzi. Del resto ogni caso di assistenza è uno di troppo ed è più che giusto intervenire per sostenere chi ha problemi e per cercare di risolverli. Non è però sparando  nel mucchio e facendo un generico riferimento al fatto che sarebbe solo ed esclusivamente colpa delle aziende (salari bassi, dumping, sfruttamento, eccetera) che si può ambire a migliorare la situazione di chi si trova in assistenza. Semplicemente perché non tutti i casi sono riconducibili al mercato del lavoro”, prosegue, facendo notare che i dati sono in linea con quelli di altri cantoni.

Ma cosa intende per non riconducibili al mondo del lavoro? I collocabili, coloro che potrebbero rientrare nel mercato del lavoro. Un migliaio, dunque. “Per gli altri è giusto utilizzare gli altri mezzi a disposizione dello Stato sociale, perché probabilmente vi sono svariate situazioni che, per motivi di salute, comportamenti individuali eccetera non possono essere risolte dalle aziende. Devono essere abbandonati generici discorsi accusatori verso l’economia perché questi servono a poco.  Legare ad
esempio genericamente l’eccessivo indebitamento di taluni giovani a presunti livelli salariali troppo bassi significa negare non solo un principio essenziale come l’auto-responsabilità ma anche un’analisi approfondita di un fenomeno legato più generalmente alla società".
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