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Economia
16.10.2018 - 12:000

Il leghista che fa la spesa in Italia. "È come chi assume frontalieri"

Omar Wicht, consigliere comunale di Lugano: "Governo, quando aiuterai i nostri potremmo far girare l'economia. Gli insospettabili alle casse dell'Iperal"

LUGANO – Fare la spesa in Italia non è illegale, e non vi è nulla di male. Quel che può sembrare strano è che a dirlo è un leghista, un consigliere comunale che siede a Lugano. Omar Wicht, in un testo che ci ha fatto avere, ammette di varcare il confine per fare acquisti, e ritiene che non sia diverso rispetto a ciò che fanno gli imprenditori assumendo frontalieri.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra, ne ho visti abbastanza di colleghi e perbenisti contro il frontalierato in colonna alle casse dell'Iperal”, si legge in conclusione alla sua opinione.

“Spesso e volentieri, nei discorsi ricorrenti della gente in Ticino, si punta il dito sul fatto che molti ticinesi vanno a fare la spesa in Italia. A mio modo di vedere, andare a fare la spesa in Italia nei centri commerciali, purtroppo oltre ad essere estremamente vantaggioso, è anche una risposta parallela al nostro sistema ticinese, a ciò che quotidianamente subiamo sulla nostra pelle e mi spiego: fare la spesa oltreconfine, è un po’ come gli imprenditori locali che fanno la spesa” di operai frontalieri a discapito dei Ticinesi”.

Una teoria che di sicuro in molti pensano.

“Non vedo cosa ci sia di male, lo fanno tutti ed è anche legale. Molti Ticinesi, per i molteplici problemi che ormai tutti conosciamo sono purtroppo costretti. Se si ha una famiglia e se si hanno dei figli da sfamare, è inevitabile. Quando fai rifornimento oltreconfine, con 120 130 euro porti a casa le "riserve" per 10 gg, mentre qui in Ticino è diventato impossibile sopravvivere coi prezzi dei supermercati, costa tutto 3 volte di più”, prosegue Wicht. Insomma, politica e opportunità.

“Lo dico a malincuore, io sarei il primo se potessi permettermelo a comperare tutto qui in Ticino, ma purtroppo quando si ha una famiglia, bisogna adottare la tattica frontaliere della spesa. Spesso e volentieri a Porlezza o Ponte Tresa, incontri Ticinesi doc, gente che non ti sogneresti mai di vedere riempire i carrelli alla Bennet o all'Iperal”. Ovverossia, probabilmente, politici, magari anche “primanostristi”. “Quello che mi fa riflettere di più è l'ipocrisia di molti, io sono sincero con me stesso e lo ammetto: la spesa in Italia è vantaggiosa e la faccio”.

“Non mi nascondo dietro maschere di cera, anzi punto il dito verso il nostro Cantone e gli chiedo: volete i frontalieri perchè ne traete vantaggio? Non aiutate i Ticinesi in difficoltà economiche? Allora non lamentatevi se la gente fa la spesa in Italia”, attacca. “Quel giorno che il nostro governo adotterà delle misure a salvaguardia di paghe dignitose e di protezione dei posti di lavoro dei Ticinesi e residenti, magari si potrà fare la spesa in Ticino e fare girare l'economia ticinese”.

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