Economia
25.11.2018 - 21:270

Tutti contro Plein, "non ci servono disadattati. Ha mai guardato in faccia una donna?", "imbecilli o senza scrupoli?"

Forti prese di posizione di Fiorenzo Dadò, "non bastano pizze e sushi per ridicolizzarsi?" e gruppi femministi. "Doppiamente indegno che ammazzi le donne per vendere"

LUGANO – Che Philipp Plein sia un personaggio che fa discutere, è risaputo. Se prima era finito sotto accusa per gli orari e il trattamento dei suoi dipendenti, poi era scoppiata una polemica attorno a un sushi in serata che aveva fatto ritardare il rientro a casa di chi doveva consegnarlo. Ora però è la sua campagna per il Black Friday, con donne stuprate e uccise, ha suscitato un vespaio.

Qualche giorno a fa a Milano le stesse immagini erano state fatte rimuovere, dopo la denuncia di una blogger, che poi aveva esultato: “Rimossa! É una vittoria di tutte le donne e della rete. Grande azione collettiva. Avremmo preferito non averne bisogno e di non vedere mai tale depravante rappresentazione delle donne. Avremmo preferito sensibilitá, cultura e amore per le donne e, diciamolo, anche per le clienti vistesi così rappresentate”.

Anche il sindaco Giuseppe Sala aveva detto la sua, "ecco un esempio da non seguire”.

Le immagini, soprattutto in concomitanza con la giornata contro la violenza sulle donne, non potevano che suscitare sdegno. 

Il primo partito a reagire è stato il PPD col suo presidente Fiorenzo Dadò. “Philipp Plein, ma non ha vergogna? Signor Plein, lei ha già guardato una volta in vita sua negli occhi una donna violentata? Non le bastano le pizze e il sushi per ridicolizzarsi? Con che coraggio adesso ci infogna con questa campagna pubblicitaria immonda? È ora che si dica basta a questo signore e ai suoi stracci! Il Ticino ha bisogno di imprenditori seri, di persone che mettono amore nel loro lavoro, di veri artisti, non di disadattati che pur di farsi notare e vendere le loro cianfrusaglie passano sopra a tutto e tutti”, è stato il suo commento furibondo.

“Philipp Pleine dovebbe vergognarsi! Ha ragione Fiorenzo Dadò! Cancelli questa "pubblicità" e si scusi con tutte le donne per questa volgare propaganda”, gli ha dato man forte il collega di partito e sindacalista Giorgio Fonio.

Non potevano mancare le prese di posizione delle donne. “Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ma c'è chi ha approfittato dell'attenzione mediatica sul fenomeno per vendere il proprio marchio. Non si capisce se alcuni pubblicitari di siano veramente degli imbecilli o senza scrupoli, molto probabilmente entrambi. Che Philipp Plein sfrutti il corpo delle lavoratrici al limite dello sfinimento è risaputo, che le ammazzi per vendere per il Black Friday è doppiamente indegno. Chi è ancora convinto che gli acquisti siano solo un fatto privato...si sbaglia, è una scelta sociale e di dignità”, si legge sul profilo Facebook del Coordinamento donne della sinistra.

Che si rivolge alla Città di Lugano e al Cantone, con una lettera aperta, assieme al Gruppo donne Unione sindacale Svizzera sezione Ticino : “Lugano, sede internazionale di un'azienda che sfrutta le donne lavoratrici, Philipp Plein si è riconfermata negli scorsi giorni con la sua campagna per il Black friday come un'azienda senza scrupoli. I messaggi veicolati dalle pubblicità plasmano comportamenti e desideri, alimentano le fantasie legittimandole. Pretendere che, pur nella libertà di commercio, le imprese mantengano un comportamento etico e socialmente sostenibile ci sembra il minimo. Se la responsabilità degli atti di violenza è di chi li commette, permettere che circolino messaggi e immagini violenti anche attraverso la rete per vendere prodotti o idee è complicità di quegli atti. Il minimo è che il Cantone e il Comune di Lugano richiedano all'azienda di Philipp Plein di togliere qualunque immagine di omicidio sui propri siti e nei propri negozi. Ricordiamo che la pubblicità di Dolce&Gabbana che rappresentava uno stupro di gruppo è stata condannata e fortemente criticata da diverse agenzie dell'ONU”.

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