Estero
04.06.2017 - 15:420
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

"Un camion sulla folla, una bomba, spari: abbiamo sentito mille ipotesi. Un casino, allucinante". Il racconto shock di un tifoso a Torino. La paura ha vinto?

I feriti sono oltre 1'500. La folla, impazzita, "ha cominciato a correre senza un motivo fondamentale. In caso di caduta, sarebbe stato impossibile rialzarsi. Sono appena passato da Piazza San Carlo e..."

1 anno fa Juve ko, nella serata di Zidane e CR7: chi ha gufato esulta, il Real fa 12
TORINO – Quando una partita da vivere tutti insieme, nella speranza di poter festeggiare il triplete della propria squadra, rischia di trasformarsi in tragedia. E non perché la Juventus quella Coppa non l’ha sollevata, ma perché è bastato che qualcuno parlasse di bomba per causare un panico fuori controllo, con gente che ha cercato di fuggire, calpestando chi rimane indietro e cadeva a terra.

Il bilancio di quanto accaduto in piazza San Carlo a Torino, dove juventini e non si erano ritrovati per seguire assieme sui maxischermi la finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid, è pesantissimo:  i feriti sono 1'527, un numero impressionante.

Cristiano Ronaldo aveva appena siglato il 3-1, chiudendo di fatto la partita a Cardiff, quando improvvisamente la folla ha iniziato a correre. È caduta una ringhiera, aumentando il panico generale, con le ambulanze che cominciava ad arrivare e una serata di sport rovinata, inevitabilmente. Qualcuno, in lacrime, ricorda l’Heysel, anche se per fortuna non vi sono morti.

Un nostro lettore, tifoso della Juventus, era presente in piazza San Carlo. Sta bene, ma fatica ancora a parlare di quanto successo. “Ero in mezzo alla piazza, ciò che ho provato è stato un senso di paura”, racconta, la voce ancora scossa. “Avevo paura la gente scappava senza un motivo fondamentale. Con me c’era un’amica che ho dovuto salvare, per evitare che fosse calpestata dalla folla: in caso di caduta, credo che sarebbe stato quasi impossibile rialzarsi”.

“Credevamo si trattasse di un attentato, perché la gente si è messa a urlare, abbiamo sentito voci di ogni sorta, tre o quattro versioni, da un camion sulla folla a una bomba che era esplosa sino a spari sulla folla. E abbiamo visto di tutto, gente a terra, scarpe ovunque, come zaini, bracciali, bandiere. Un casino, un casino allucinante, non mi era mai successa una cosa del genere”.

Si trova ancora a Torino, dove aveva già deciso comunque di fermarsi a dormire. “Sono appena passato per un caffè in piazza, ora è tutto abbastanza in ordine”.

Gli ci vorrà tempo per scordare le scene impressionanti a cui ha assistito, probabilmente. E una riflessione su un mondo assuefatto agli attentati e al terrore, vinto dalla paura, si impone. Non si è più tranquilli in nessun posto, sia esso un ponte, un’arena per un concerto o una partita da vedere in piazza. La paura è fra noi, ovunque, e ieri a Torino ne abbiamo avuto la prova. Che la grande vittoria dei terroristi, oltre alle centinaia di morti che si sono lasciati dietro le spalle in Europa negli ultimi mesi, sia quella?
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