CRONACA
"Nei locali in la cocaina veniva venduta serenamente nei bagni dei locali e nelle discoteche girava l'ecstasy. Ma nessuna retata…"
Mirko D'Urso, direttore del MAT, dice la sua dopo il controllo di Polizia al Tra. "Sono preoccupato per la mia città, sempre più in mano a chi ha soldi. Non capisco perché si cerchi in tutti i modi di penalizzare i locali detti alternativi. Una retata durante un incontro che aveva tematiche sociali: vergognoso"
CRONACA

La versione della Polizia, "non sapevamo che al Tra ci sarebbe stata una manifestazione. Il locale ci è stato segnalato, e qualcuno ha gettato marijuana. Ci sono infrazioni alle leggi"

08 GIUGNO 2018
CRONACA

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08 GIUGNO 2018
CRONACA

"Lugano si piega alle minacce neonaziste e mostra i muscoli ai comuni cittadini? In realtà si vuole disincentivare attività politiche profilate a sinistra e con partecipazioni dalla società civile"

08 GIUGNO 2018
CRONACA

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08 GIUGNO 2018
CRONACA

La rabbia del Tra. "Avete rotto, volete un paese senza palle, un dormitorio. Perché non valgono le stesse regole per il Mojito?"

08 GIUGNO 2018
CRONACA

La rabbia del Tra. "Avete rotto, volete un paese senza palle, un dormitorio. Perché non valgono le stesse regole per il Mojito?"

08 GIUGNO 2018
LUGANO – L’intera sinistra luganese è insorta dopo il controllo di Polizia al Biblio Café Tra l’altro. Dopo la GISO, anche il Partito Operario Popolare ha fatto sentire la sua voce e alcuni consiglieri comunali socialisti (assieme all’indipendente Ducry) hanno inviato un’interrogazione sul caso al Municipio.

Fra chi si indigna sui social, c’è anche Mirko D’Urso, direttore del Movimento Artistico Ticinese, balzato agli onori della cronaca recentemente per la diatriba con Simona Sassi Ceresola e l’UDC, dopo la decisione del Municipio di non accettare il progetto alternativo per la sede della scuola.

Dunque, sui locali e le attività alternative ha il dente avvelenato. Il suo commento è pesante, soprattutto verso i bar di Lugano.

“Quanto accaduto ieri al Tra deve farci riflettere e allo stesso tempo farci preoccupare.

Non capisco perché la città cerchi in tutti modi di penalizzare i locali detti alternativi (termine del c---o....alternativi a cosa? A chi?)

Quando anni fa uscivo tre sere a settimana frequentavo tanti locali IN di Lugano dove la cocaina veniva serenamente venduta nei bagni. Per non parlare del traffico di pastiglie di ecstasy in tante discoteche. Non ho mai, ripeto mai, assistito ad una retata in quei locali, frequentati chiaramente anche da gente che in Ticino contava parecchio.

La retata organizzata ieri proprio durante un incontro aperto che aveva tematiche sociali, è davvero vergognoso. Se si trattava di una questione di disturbo della quiete pubblica non credo fossero necessari 20 poliziotti e non credo fosse necessario bloccare all’interno del locale per due ore anche donne incinta.

Sono preoccupato per la mia città, sempre più in mano a chi ha soldi”.

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