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Cronaca
24.02.2022 - 18:060

Sei condanne per l'orrore di Cadempino. Il giudice: "Aguzzini"

Pagnamenta non le ha mandate a dire, parlando di "un sottobosco di giovani nullafacenti", di cui alcuni attratti solo dall'idea di guadagnare in modo facile qualche soldo. Le pene sono però meno pesanti di quelle chieste dalla procuratrice pubblica

BELLINZONA - Sei anni al 32enne colombiano mente del piano, cinque a un altro imputato (entrambi espulsi dalla Svizzera per dieci anni), quattro anni e otto mesi a un terzo uomo, tutti condannati per tentato omicidio intenzionale e sequestro di persona. Pene più leggere per altri tre giovani, riconosciuti colpevoli di sequestro di persona. Il processo per i fatti di Cadempino si è concluso con sei condanne, anche se più leggere di quelle chieste dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Il caso: "Nemmeno in Arancia Meccanica tanta crudeltà"

Il caso era quello di un 18enne del Mendrisiotto che, a causa di un debito per droga (di 2mila franchi poi trasformati in 7mila per gli interessi), è divenuto vittima del 32enne colombiano e dei suoi scagnozzi in una escalation di violenza. Dapprima è stato attirato con una trappola al cimitero di Massagno e picchiato con calci, sberle, pugni e spintoni alla schiena, alla testa, ai testicoli oltre che gettato nella neve gelide, poi legato con una corda a una macchina e trascinato a 40-50 chilometri all'ora (forse di più) sino ad Ambrì. Qui è andato in scena il primo sequestro di persona. 

Dopo minacce e pressioni, il giovane è stato rapito ancora una volta, qualche settimana dopo. I pestaggi sono proseguiti, anche con un attrezzo da palestra e addirittura con scosse alle dita delle mani con le pinze con cui si carica la batteria dell’auto e con un accendino dopo che il giubbotto gli era stato cosparso di benzina. E' stato chiesto un riscatto al padre del giovane, che terrorizzato non ha avvertito la Polizia ed è stato trovato da dei passanti.

Fatti sconcertanti, che l'avvocato della vittima ha paragonato al film Arancia Meccanica, affermando che nemmeno nella pellicola si era arrivati a un tale grado di crudeltà. La procuratrice pubblica, chiedendo pene pesanti, ha parlato di  "una delle pagine più vergognose della storia giudiziaria del nostro cantone".  (leggi qui

Pagnamenta: "Stupisce la propensione a delinquere"

Ha usato, oggi, parole dure anche il giudice Agnos Pagnamenta, enumerando le condanne. "Sono fatti preoccupanti che hanno portato alla luce un sottobosco di giovani che, senza alcuna remora e per futili motivi, hanno picchiato in maniera selvaggia un loro coetaneo, sottoponendolo a un numero impressionante di angherie". 

E ancora: "Un sottobosco di giovani nullafacenti che, senza remore, hanno sequestrato un coetaneo quasi fosse un videogioco. Alcuni hanno partecipato alla spedizione unicamente perché attratti dall’idea di guadagnare qualche soldo facile. Non hanno esitato a trasformarsi in aguzzini, e stupisce la loro predisposizione a delinquere. A commettere atti che di solito si vedono solo in televisione".

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