Chiusa in casa per paura, la donna replica a Zali punto per punto e definisce "una vergogna" le minacce ricevute da altre donne

BELLINZONA – Dopo la conferenza stampa di Claudio Zali, arriva la reazione pubblica della donna che con la pubblicazione dei primi audio aveva fatto scoppiare il caso che ha portato alle dimissioni del consigliere di Stato. In un lungo post sul proprio profilo Instagram, la donna torna sulla vicenda con parole dure.
"Anche i sassi sapevano che mi picchiava"
La donna scrive: "Anche i sassi sapevano che mi picchiava ma visto che io sono nessuno e lui è lui, era facile voltare la faccia dall'altra parte". Ringrazia poi "le forze dell'ordine, che mi hanno preso sul serio" e il proprio nuovo avvocato, per aver accettato il suo caso "per fiducia e non per una questione finanziaria".
"Rimango in pericolo, e da oggi ancora di più"
La donna scrive di sentirsi tuttora esposta: "Molti di voi mi hanno scritto che non oserà avvicinarsi a me, e invece, per come lo conosco io, so che potrebbe farlo". "Ci sono due denunce, una mia e una non mia". Duro l'attacco al comunicato diffuso da Zali dopo la conferenza stampa, in cui il consigliere di Stato avrebbe dichiarato di "non aver mai picchiato nessuno". Secondo la donna, invece, "ci sono due denunce, una mia e una non mia, dove tramite prove si certifica l'aggressione". Ribadisce: "Per la millesima volta, io non mi sono inventata nulla. E ho mandato agli inquirenti diverse fattispecie".
Racconta di essersi "rinchiusa in casa" perché ha "paura della propria sicurezza", invitando chi legge a "scegliere da che parte stare". Riserva poi una considerazione finale alle reazioni social, definendo "una vera vergogna" le minacce di morte rivolte da alcune donne contro altre donne che, come lei, si dichiarano vittime di maltrattamenti: "Io sono stata ancora gentile, avrei potuto rincarare la dose, non l'ho fatto ma che nessuno si permetta di dire che è colpa mia". Il post si chiude con un annuncio: ogni messaggio violento ricevuto sarà oggetto di denuncia.