"Le contestazioni investono infatti scelte operative che rispondono a specifiche procedure professionali e a esigenze di sicurezza, tanto degli agenti quanto delle persone coinvolte"

Riceviamo e pubblichiamo
La Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia, Sezione di Lugano, esprime profonda preoccupazione per i recenti sviluppi giudiziari relativi all'intervento del 13 ottobre 2025 a Camignolo, in occasione della presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, e manifesta la propria solidarietà ai due colleghi coinvolti.
Nel pieno rispetto dell'indipendenza della magistratura e del principio di presunzione d'innocenza, la Federazione ritiene doveroso richiamare l'attenzione su una vicenda che solleva interrogativi ben più ampi delle singole responsabilità penali.
La Federazione esprime profonda perplessità di fronte alle considerazioni del procuratore generale Andrea Pagani circa le modalità alternative con le quali gli agenti avrebbero potuto condurre l'intervento di Camignolo, poste anche a fondamento dell'emanazione dei decreti d'accusa. Le contestazioni investono infatti scelte operative che rispondono a specifiche procedure professionali e a esigenze di sicurezza, tanto degli agenti quanto delle persone coinvolte.
Tra l'individuazione di una possibile alternativa d'intervento e la sua concreta praticabilità esiste una distinzione fondamentale, che coinvolge competenze professionali, procedure operative ed esigenze di sicurezza che non possono essere trascurate.
La Federazione, indipendente da qualsiasi schieramento politico, deplora inoltre l'atteggiamento di chi, di fronte a procedimenti giudiziari non ancora conclusi, non perde occasione per strumentalizzarli a fini di contrapposizione politica, finendo così per delegittimare l'operato della polizia. Prima di formulare giudizi così categorici, sarebbe quantomeno doveroso attendere che la giustizia abbia concluso il proprio corso.
La Federazione lancia infine un avvertimento che non dovrebbe essere sottovalutato: il pericolo più grave non è soltanto quello di scoraggiare gli agenti, ma di creare le condizioni perché, di fronte a situazioni critiche, inizino a esitare prima di intervenire. Il problema, infatti, non riguarda soltanto la sorte giudiziaria dei due colleghi, ma il messaggio che vicende di questo genere rischiano di trasmettere a un'intera categoria professionale.
La Federazione non rivendica una polizia sottratta al controllo della giustizia o alla critica politica, ma richiama le istituzioni a una seria riflessione: quando le difficoltà e le specificità della professione non ricevono un'adeguata considerazione nel dibattito pubblico e nelle valutazioni sull'operato degli agenti, il rischio è quello di minarne la fiducia e la motivazione.
Il rispetto dello Stato di diritto passa anche attraverso il rispetto di chi, ogni giorno, è chiamato a farlo osservare.
IL COMITATO FSFP - SEZIONE DI LUGANO
Il Presidente
Massimo Masucci