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28.02.2022 - 09:520

Di SWIFT e dintorni. La Russia potrebbe usare soggetti svizzeri per i pagamenti?

La possibile esclusione della Russia dal sistema di pagamento accettato da 11mila istituzioni potrebbe portare anche a conseguenze per l'Occidente, a partire da petrolio e gas. E il tutto potrebbe avvantaggiare... la Cina

RUSSIA - La Russia sarà presto esclusa dal sistema SWIFT? Stando alle voci che circolano e alle volontà dei leader europei, parrebbe di sì. Ma che cosa succederebbe? Il danno, secondo alcuni esperti, potrebbe comunque essere europeo e addirittura a essere avvantaggiata sarebbe... la Cina.

Le preoccupazioni dei cittadini russi 

L'altro giorno una cittadina italo-russa, residente in Russia, paventava la sua preoccupazione per quanto riguarda un possibile blocco del sistema SWIFT, che non le permetterebbe più di effettuare pagamenti verso l'estero per il suo team di lavoro (leggi qui).

Cos'è lo SWIFT

Lo SWIFT può essere definito, per semplificare, il Gmail dei pagamenti bancari. Acronimo di l Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications, è un sistema di codici che permette il trasferimento di denaro in tutto il mondo. Claudia Segre, esperta di economia e mercati internazionali e presidente della Global Thinking Foundation, che organizza e sponsorizza progetti di educazione finanziaria in Italia, Europa e USA, ha spiegato che si tratta di una sorta di carta di identità dei conti correnti per i trasferimenti internazionali. Si stima che lo scorso anno sono state effettuate in media 38 milioni di transazioni tramite codice SWIFT al giorno.

È accettato da 11mila istituzioni, escludere la Russia vorrebbe dire tagliarla fuori dal sistema finanziario internazionale, impedendo di fatto alle sue imprese e alle banche di inviare denaro fuori dal Paese o di riceverlo dall’estero.

Ci sarebbero alternative per la Russia? Anche la Svizzera...

Secondo il Financial Times la Russia è responsabile di circa l’1,5% del volume delle transazioni totali sul sistema SWIFT. Ovviamente potrebbe usare altri sistemi per i pagamenti. In Russia ne esiste uno chiamato System for Transfer of Financial Messages (SPFS) che potrebbe entrare in gioco, ora poco usato fuori dal paese.

Le banche russe potrebbe anche coinvolgere la Svizzera, seppur in modo indiretto: "Ad esempio, potrebbe rivolgersi a banche terze: in pratica istituti che fanno da intermediari, che possono usare lo SWIFT e di fatto triangolerebbero tra quelle russe e quelle dei clienti occidentali. Si tratta per lo più di soggetti svizzeri, ma chi dovesse accettare questo escamotage di fatto volterebbe le spalle alle sanzioni fortemente volute dagli USA", continua Segre. 

Ci sarebbero ripercussioni per tutti, su gas e petrolio. Le sanzioni più severe per l'Iran

Le ripercussioni però di una esclusione dal sistema SWIFT si vedrebbe in tutto l'Occidente, in particolare per quanto concerne approvvigionamento di petrolio e gas, in un momento storico dove già i prezzi sono in rialzo. E proprio perchè l'Europa dipende per buona parte da queste materie in arrivo dalla Russia, le sanzioni sono meno pesanti rispetto per esempio a quelle comminate all'Iran a causa della sua politica nucleare. 

La Russia potrebbe avvicinarsi alla Cina, che non fa parte del sistema SWIFT, penalizzando economicamente l'Europa e gli USA e indebolendo il dollaro. 

 

 

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