Bertoli, "se la distanza fra la realtà dei fenomeni e la loro percezione è significativa, la nostra democrazia ha un problema serio"
Il Ministro torna sul discusso studio IRE, astraendo il tema delle percezioni. "Senza una buona consapevolezza, rischiamo di trovarci di fronte a effetti indotti dalle campagne comunicative"
Caro Maggi, ma ci voleva uno studio per capire, per esempio, che chi vota a destra pensa che ci siano troppi frontalieri? E poi, chi se ne frega?
27 MARZO 2017
CRONACA
Caro Maggi, ma ci voleva uno studio per capire, per esempio, che chi vota a destra pensa che ci siano troppi frontalieri? E poi, chi se ne frega?
27 MARZO 2017
CRONACA
Esperienze di vita, partito votato, media consultati influiscono su come si percepisce la realtà? Cosa dice realmente lo studio IRE della discordia
26 MARZO 2017
CRONACA
Esperienze di vita, partito votato, media consultati influiscono su come si percepisce la realtà? Cosa dice realmente lo studio IRE della discordia
26 MARZO 2017
di Manuele Bertoli*
Sta facendo discutere lo studio dell’IRE sulla percezione da parte della popolazione dei fenomeni che si sviluppano nel mercato del lavoro e della socialità. Non è mia intenzione qui esprimere giudizi su questo contributo, che credo debba comunque essere preso sul serio, come accade ordinariamente
per i moltissimi studi che il mondo della ricerca produce sui temi più disparati.
Vorrei invece esprimere particolare interesse per l’oggetto della ricerca, indipendentemente dal fatto che essa sia stata condotta nel contesto del mercato del lavoro e della socialità.
Se la distanza tra la realtà dei fenomeni e la loro percezione da parte della popolazione è significativa, sia che si stia parlando di mercato del lavoro, di pressione fiscale, di sicurezza, di qualità della scuola o del sistema sanitario, di correttezza dell’intervento sociale o ambientale ecc., la nostra democrazia ha un problema serio.
Perché le scelte non saranno prese in base a considerazioni pertinenti, ma a effetti indotti da questa o quella campagna comunicativa. Non sto naturalmente dicendo nulla di nuovo, ma il tema è di quelli che pesano molto in un Paese nel quale la democrazia diretta ha un ruolo tanto importante da giocare.
In un momento storico dominato dalla troppa comunicazione, contraddistinto dalle bufale informative, dai fatti alternativi e dalla postverità, mettere a fuoco quanto sia pericolosa in democrazia questa distanza tra realtà e percezione mi pare un ottimo esercizio, da applicare a tutte le politiche più importanti. Senza buona consapevolezza non ci sono libertà e democrazia, ma solo uno scontro tra verità artificiali e propagande a loro sostegno.
E se non prestiamo attenzione a questo fenomeno, potremmo finire per credere a tutto, paradossalmente anche ai grandi risultati delle politiche messe in campo per evitare il problema degli elefanti volanti, un problema che da quel che si può dedurre da un semplice sguardo fuori dalla finestra sembrerebbe ottimamente gestito.
«Come mostrare le particolarità del nostro mercato se nell'unico studio a disposizione esse non ci sono?»
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