POLITICA
Il PPD a gamba tesa sul PS, "fra un po' si vorranno abolire Natale, presepi e magari dialetto. Noi siamo fieri delle nostre origini"
I socialisti vorrebbero che la storia delle religioni divenisse un domani obbligatoria per tutte le classi, i pipidini si arrabbiano: "un processo di auto-annullamento dei fondamenti della nostra storia e della nostra civiltà per non infastidire le altre culture che ospitiamo"
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Habemus accordo! La storia delle religioni entra alle medie, "quando c'è la volontà di venirsi incontro una soluzione si trova"

23 NOVEMBRE 2017
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Habemus accordo! La storia delle religioni entra alle medie, "quando c'è la volontà di venirsi incontro una soluzione si trova"

23 NOVEMBRE 2017
BELLINZONA – Da ogni parte la si guardi, storia delle religioni continua a causar polemiche. Adesso è il PPD che si scaglia contro il PS: nei giorni scorsi i socialisti si erano detto felici della soluzione che interessa le quarte medie, auspicando più in là un coinvolgimento di tutte le classi.

Affermazioni che non sono piaciute al partito più vicino al cattolicesimo, pur soddisfatto a sua volta del compromesso. “Per alcuni non basta che il corso sia facoltativo per chi lo desidera frequentantare, per loro questa possibilità va abolita tout court, essendo il messaggio evangelico di pace, amore e fratellanza nonché di aiuto al prossimo un pericoloso esempio di civilità che va contrastato e eliminato dal Paese”.

Contestano dove Bertoli parlava di fanatismo, dato che il tema riguarda tutte le religioni. “Siamo convinti che a essere pericoloso è certamente l’estremismo in ogni religione o ideologia politica ma ancor più pericolosa e preoccupante è la volontà di voler annientare e neutralizzare i simboli e radici della nostra identità e del nostro Paese”. Una storia, scrive il PPD, di cui andare orgogliosi, ma che un approccio troppo neutrale e un’integrazione eccessiva potrebbero portare a vergognarsi delle proprie origini.

“Noi ne andiamo fieri e riteniamo che ci sia posto per tutti”. Il credo per quasi tutti è qualcosa di privato, e “non è assolutamente concorde con questo approccio di limitazione della libertà personale e di auto-annullamento dei fondamenti della nostra storia e della nostra civilità e storia, con l’unico scopo di non infastidire le altre culture che generosamente ospitiamo”.

Insomma, di questo passo “si aboliranno Natale, presepi, San Nicolao e le feste popolari e magari anche il dialetto per far largo a proposte sconclusionate come il riconoscimento di nuove lingue nazionali”.

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