POLITICA
Ecco la Cassis-strategy: "dialogare ma non dire sì a tutto. Siamo parte dell'Europa anche senza essere nell'UE"
Il Consigliere Federale ha illustrato i suoi tre tasti reset: nella comunicazione, nelle persone e nell'intento di firmare un accordo quadro, "per calmare le acque e per entrare in alcuni mercati. I rapporti sono molto stretti, andava tutto bene poi c'è stata un'impasse: dobbiamo uscirne"
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BERNA – “Siamo parte dell’Europa anche se non siamo nell’UE”, afferma Ignazio Cassis. C’era grande attesa per la conferenza stampa in cui avrebbe illustrato le linee programmatiche della politica che intende tenere nei confronti dell’UE. "I rapporti sono comunque molto stretti". 

Tasto reset, come aveva chiesto l’UDC? In un certo senso. Cambierà la comunicazione (“prima ci si dovrà compattare internamente poi passare ai negoziati”) e la squadra, con nuove persone che aiuteranno il Ministro. L’accordo quadro serve, “anche per calmare le acque”, e in particolare per entrare in alcuni mercati, non necessariamente tutti. “Se si arriverà a una firma bene, altrimenti non sarà per forza qualcosa di negativo).

I rapporti con l’UE, ha spiegato, sono rimasti a lungo buoni, con risultati positivi ottenuti, poi, da quando la Svizzera è finita nei paradisi grigi, si vive un’impasse. “Dobbiamo uscire”, ha sottolineato. Dunque, trattare sì, ma non accettare tutto quanto verrà chiesto.

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