POLITICA
Il Guastafeste a fianco all'UDC. "E se arrivassimo realmente ai ferri corti, potremmo offrire i posti occupati ora dagli europei a persone di altri paesi"
Giorgio Ghiringhelli ritiene che dopo l'applicazione light del 9 febbraio è necessario lanciare l'iniziativa. "Perché noi, che siamo abituati alla democrazia diretta, dobbiamo diventare sudditi dell'UE di cui non facciamo parte? E se davvero senza bilaterali ci fossero problemi, pensiamo a Guglielmo Tell"
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"UDC, finalmente!" Numes e un'iniziativa a doppio taglio. "Pericolosa per la Svizzera, ma se passasse bisognerà discutere su un'adesione all'UE"

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UDC, via all'iniziativa madre. "Una manna dal cielo". "Col sì, probabile che si debbano disdire tutti i bilaterali".

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"Caro Marchesi, no grazie". Bottinelli replica all'UDC, "ma apprezzo un'iniziativa esposta in modo così pacato"

23 GENNAIO 2018
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23 GENNAIO 2018
di Giorgio Ghiringhelli*

Perché mai noi cittadini svizzeri, che nel nostro Paese siamo abituati grazie alla democrazia diretta ad essere sovrani, dovremmo rassegnarci a diventare sudditi di quell’UE (della quale fra l’altro non facciamo parte) che non ha neppure una Costituzione approvata dai Popoli, che ci tratta a pesci in faccia a ogni piè sospinto , che ci ricatta in continuazione, che ci iscrive sulla lista grigia fiscale, che ha riconosciuto l’equivalenza della Borsa svizzera solo per un anno, che ci chiede un miliardo di franchi per la coesione degli Stati dell’UE senza però darci nulla in cambio, che ci intasa di migranti economici entrati clandestinamente in Europa in barba al trattato di Schengen, che ammaliata dai petrodollari degli sceicchi ha permesso e favorito la colonizzazione islamica del Continente ( a dire il vero già iniziata negli anni ’70 del secolo scorso) , con tutte le conseguenze negative che ne derivano ?

E poi, siamo così sicuri che l’UE, tirandosi la zappa sui piedi, sarebbe disposta a far cadere gli accordi Bilaterali qualora la Svizzera abolisse l’Accordo di libera circolazione delle persone ? Anche se piccolo, il nostro Paese ha comunque le sue belle carte da giocare qualora si arrivasse ai ferri corti .

Non si dimentichi che diamo lavoro a oltre 870'000 cittadini dell’UE (fra immigrati e frontalieri) che grazie alla Svizzera non sono in disoccupazione e non pesano sulla socialità dei loro Paesi. Poi siamo tra i migliori clienti commerciali dell’UE e importiamo più di quanto esportiamo (la nostra bilancia commerciale con l’UE è dunque deficitaria) , senza dimenticare che attraverso il nostro Paese transita, a bassissimo costo, buona parte del traffico commerciale fra il nord e il sud del Continente.

Se si arrivasse davvero a una rottura, nessuno ci impedirebbe di stipulare accordi con gli Stati europei che non fanno parte dell’UE ( fra cui presto la Gran Bretagna), con gli USA, con la Russia, con l’India, con la Cina, con il Giappone, con l’Australia, con il Sud America, con il Canada e così via. E nessuno ci impedirebbe di mettere a disposizione di questi Paesi, entro limiti fissati da noi, una parte di quei posti di lavoro che finora sono occupati dai cittadini comunitari.

Anche ammesso (e non concesso) che l’eventuale rottura con l’UE possa avere conseguenze negative per il nostro benessere, i veri patrioti, cioè coloro che seguendo lo spirito di Guglielmo Tell non accettano di inchinarsi all’arrogante dittatore di turno, sarebbero disposti a tirare un po’ la cinghia pur di mantenere la nostra libertà ed autonomia e pur di rimanere padroni in casa nostra.

*fondatore Il Guastafeste

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