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11.02.2022 - 18:510

Dal 2+2+1 al 4+1, a sinistra si danno i numeri. Schönenberger: "Noi Verdi vogliamo..."

Il co-coordinatore dei Verdi, per una alleanza con PS e PC, detta le condizioni. "Tutti devono avere concrete possibilità di elezione e chi non ce la fa deve essere coinvolto comunque nelle decisioni". Riget sui numeri non si sbilancia

BELLINZONA - Mancano un bel po' di mesi alle elezioni cantonali del 2023 ma a sinistra si stanno già scaldando i motori, eccome. Da più parti si parla di una alleanza tra PS, Verdi e PC: quel che non mette d'accordo tutto, al momento, sono i numeri. L'ipotesi di due socialisti, due verdi e un comunista non piace a tutti.

Bertoli e Sirica: "La lista unica serve"

Presto per parlarne? Complici le presenze di Manuele Bertoli, Fabrizio Sirica e Amalia Mirante a "Detto tra noi XL" su TeleTicino settimana scorsa e l'altro giorno e qualche dichiarazione incrociata, il tema è già caldo. 

"Secondo me questa alleanza va fatta, come scelta di fondo, prima di fare calcoli sui candidati, perché è l’unico modo per contare di più. Ragionare sulle convenienze è sbagliato. Poi ognuno giocherà le sue carte", è l'opinione del Consigliere di Stato, che comunque pare non volersi ricandidare.

E il co-presidente Sirica: “Uniti si vince. Nei prossimi quattro-otto anni possiamo puntare ad avere due Consiglieri di Stato. Io non metto l’interesse del mio partito davanti a questa prospettiva. Ed è l’appello che lancio anche alle altre forze progressiste”.  (leggi qui

Mirante: "Quattro socialisti e un Verde"

Già, ma con quali proporzioni? A mettere in discussione il 2+2+1 è stata Amalia Mirante, che dal canto suo sembra decisa a essere in lista. Se non venisse proposta dalla Commissione cerca, avanzerà la sua candidatura al Congresso socialista. "Bisognerebbe rispettare la forza delle parti in campo. I dati di tre anni fa ci dicono che quattro voti su cinque arrivano dal PS. La lista rossoverde dovrebbe rispettare queste proporzioni”. (leggi qui)

Schönenberger: "Imprescindibile il 2+2+1+

Ma ha pochi dubbi, dal canto suo, il co-coordinatore dei Verdi Nicola Schönenberger“Per noi lo scenario 2-2-1 è una condizione sine qua non. Se dovesse essere rimessa in discussione questa formula, allora dovremmo ricominciare la discussione tutta da capo”, ha detto a liberatv.

Se sui temi pare esserci un sostanziale accordo, sono aperti i confronti sul fine dell'alleanza. "Un raddoppio in Governo, benché difficile, potrebbe essere uno. L’altro potrebbe invece essere quello del mantenimento di un seggio, ma a questo punto le valutazioni andrebbero fatte in base a chi viene candidato”.  Una ricandidatura di Bertoli non convincerebbe gli ecologisti. 

Ad ogni modo, i Verdi hanno le loro richieste: tutti i candidati devono partire alla pari, quindi sia socialisti che verdi che comunisti devono avere la possibilità concreta di correre per il seggio (se si parla di uno), senza 'riempire la lista'. “Occorre anche stipulare un accordo di collaborazione preventivo, che consenta al partito che non dovesse conquistare il seggio, di essere coinvolto nelle scelte e nelle dinamiche governative. Nel caso gli esclusi fossimo noi, servono delle garanzie scritte affinché i temi che ci stanno a cuore siano portati dal ministro eletto nell’agenda governativa”.  

Insomma, condizioni chiare.

Riget: "Troppe incognite al momento"

E il PS? Interpellata da La Regione, l'altra co-presidente Laura Riget non ha esitato: "Fabrizio Sirica ed io siamo sempre stati molto chiari: uniti si vince. Dobbiamo puntare a un rafforzamento dell’area rossoverde nel suo complesso, quindi con alleanze elettorali anche in ottica a medio termine di un raddoppio in Consiglio di Stato. Per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte è importante collaborare ancora maggiormente sui temi, dove nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo posizioni condivise. Abbiamo presentato questa proposta ai Verdi e gli altri partiti di sinistra, sono in corso delle discussioni ma non c’è ancora una decisione".

Di numeri non ha però parlato. Le incognite, da Bertoli in poi, sino ai desideri di Verdi e comunisti, sono ancora troppe. "Il nostro obiettivo è di avere una lista forte, variegata a livello di genere, di età e di esperienze che si portano".

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