POLITICA
Gysin, le candidature femminili e le mestruazioni. "Ve li vedete cinque uomini a discutere di...?"
Il Governo ha preso posizione su una interrogazione di Gardenghi sulla precarietà mestruale. "Avrei voluto esserci quando ne hanno parlato! A decidere del tema solo uomini, che non hanno una idea del tema,non possono averla. Partiti, candidate donne"

BELLINZONA - Servirebbe una donna: come possono cinque uomini discutere, con cognizione di causa, di mestruazioni, per ovvi motivi? In sintesi, è il pensiero di Greta Gysin, Consigliera Nazionale dei Verdi, che parla di candidature femminili partendo... dagli assorbenti.

In effetti, sul tema si è chinato il Consiglio di Stato, dopo una interrogazione della deputata verde Cristina Gardenghi, che lamentava una certa precarietà mestruale, intesa come "impossibilità di accedere a protezioni mestruali adatte per motivi finanziari o sociali". Partiva dal fatto che negli stabili dell'amministrazione pubblica non vengono messi a disposizione in modo gratuito, come fanno alcune scuole, per esempio, assorbenti per l'utenza e per i dipendenti. 

Per ora il Governo ha ravvisato come quella della precarietà mestruale non sia una problematica citata dall'utenza e ha deciso di rinviare la questione a eventuali iniziative a livello federale.

Gysin ne ha parlato sul suo profilo Facebook, sostenendo come in questo caso sono stati degli uomini a discutere del tema a Palazzo delle Orsoline (per forza di cose, essendo eletti cinque uomini sl Governo). In particolare, sottolinea un passaggio della risposta del Consiglio di Stato: "La scelta della protezione igienica non è unicamente vincolabile a criteri di sostenibilità ed economicità, ma è anche determinata da preferenze personali legate a fattori quali l’intensità del flusso mestruale e della sua durata, la percezione della sensazione di pulito e degli odori e, non da ultimo, la possibilità di fare il giusto trattamento al presidio utilizzato".

"Avrei voluto esserci, quando il CdS ha licenziato la risposta all’interrogazione di Cristina Gardenghi sulla precarietà mestruale", scrive la Consigliera Nazionale. "Li immaginate, 5 Consiglieri di Stato e il Cancelliere, a discutere di intensità e durata del flusso, di assorbenti, tamponi e coppette mestruali? Le mestruazioni sono una realtà per tantissime donne per buona parte della loro vita. In Ticino a discuterne e deciderne in Governo, ci sono solo uomini, che non ne hanno (perché non possono!) averne un'idea".

E lancia un appello: "Ricordo a tutti i partiti che alle elezioni mancano 11 mesi, e che per avere più donne nei consessi politici il primo passo da fare è uno solo: candidarle!"

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