POLITICA
L’UDC apre la caccia agli sprechi: “Le imposte non sono un libero bancomat dello Stato”
Cinque interrogazioni su spazi amministrativi, auto di servizio, buste paga cartacee, pratiche degli indipendenti e nuove armi. Sul sito del partito un modulo per raccogliere le segnalazioni 

BELLINZONA – “Le imposte e le tasse pagate dai cittadini e dalle imprese ticinesi non sono un libero bancomat dello Stato”. Con queste parole il capogruppo UDC in Gran Consiglio Alain Bühler lancia la campagna “Basta sprechi!” contro inefficienze, burocrazia e spese ritenute superflue nell’Amministrazione cantonale e nel settore parapubblico.

Il primo passo è rappresentato da cinque interrogazioni presentate il 21 settembre al Consiglio di Stato e preparate grazie alle segnalazioni di cittadini e impiegati cantonali. Ma la raccolta di informazioni proseguirà attraverso un apposito modulo aperto sul sito dell’UDC Ticino.

Il modulo per inviare le segnalazioni è disponibile all’indirizzo www.udc-ti.ch/basta-sprechi.

Attraverso la pagina “Basta sprechi!”, cittadini, professionisti, collaboratori dell’Amministrazione cantonale, dipendenti di enti parapubblici e operatori di organizzazioni sussidiate potranno trasmettere le proprie segnalazioni. L’intenzione non è intervenire su singole situazioni personali, ma raccogliere e confrontare le informazioni ricevute per individuare inefficienze ricorrenti e problemi di carattere generale.

Le segnalazioni saranno trattate con la massima riservatezza e potranno diventare la base per elaborare proposte e nuovi atti parlamentari destinati a migliorare il funzionamento dell’apparato pubblico. La campagna - precisa l’UDC - non vuole mettere sotto accusa i dipendenti pubblici, che spesso conoscono meglio di chiunque altro le inefficienze dell’Amministrazione e ne subiscono direttamente le conseguenze.

L’obiettivo dichiarato è individuare risparmi concreti e mirati, rendendo lo Stato più efficiente senza compromettere le prestazioni necessarie alla popolazione. Secondo il partito, intervenire tempestivamente sugli sprechi permetterebbe inoltre di evitare tagli lineari al personale e ai servizi, così come nuovi aggravi fiscali per cittadini e imprese.

Prima di chiedere ulteriori sacrifici alla popolazione e all’economia, sostiene l’UDC, lo Stato deve dimostrare di avere eliminato inefficienze, doppioni e spese superflue al proprio interno: “Ogni franco sprecato è un franco sottratto ai contribuenti e ai servizi che servono davvero”.

Secondo l’UDC, ogni anno decine di milioni di franchi verrebbero assorbiti da procedure eccessivamente complesse e da un impiego inefficiente di materiali e infrastrutture. Una gestione più mirata delle risorse pubbliche, sostiene il partito, permetterebbe di alleggerire la pressione fiscale e rendere più efficiente l’Amministrazione.

La prima delle cinque interrogazioni riguarda gli spazi amministrativi cantonali inutilizzati o occupati soltanto parzialmente. Fra questi figurerebbero anche superfici affittate e arredate durante la pandemia. Al Governo viene chiesto di indicarne il numero e i relativi costi.

Il secondo atto parlamentare si concentra sul parco veicoli del Cantone. L’UDC vuole conoscere quante automobili di servizio siano disponibili, con quale frequenza vengano effettivamente utilizzate e quali risparmi potrebbero derivare da una gestione più centralizzata e condivisa.

Nel mirino finiscono anche alcune procedure cartacee considerate ormai anacronistiche. Il partito chiede perché le buste paga di determinate categorie di dipendenti cantonali e le indennità destinate ai membri del Gran Consiglio vengano ancora inviate per posta.

Un’altra interrogazione riguarda i circa 30’000 lavoratori indipendenti ticinesi, che per diverse pratiche sarebbero tuttora costretti a utilizzare moduli cartacei, posta e telefono. L’UDC domanda perché non sia possibile estendere anche a loro l’accesso alla piattaforma digitale AVSeasy, già impiegata in altri Cantoni per gestire alcune procedure assicurative.

Il quinto caso concerne la prevista sostituzione dell’arma di servizio della Polizia giudiziaria con la Glock 43X Rail. Il Governo dovrà chiarire le ragioni del cambiamento e precisare il costo complessivo dell’operazione, includendo armi, accessori, munizioni e formazione.

Per Bühler e l’UDC questi cinque casi potrebbero rappresentare soltanto “la punta dell’iceberg”. La campagna e il modulo online serviranno ora a verificare quante altre inefficienze si nascondano nell’Amministrazione cantonale e nel settore parapubblico.

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