POLITICA
OSCE a Lugano, l'UDC attacca: "Una passerella in stile Milano Moda per Cassis. Berna paghi tutto"
Il Gran Consiglio stanzia oltre 4,1 milioni per anticipare le spese di sicurezza. Il dispositivo costerà almeno 6,1 milioni: "Il conto non deve ricadere sui ticinesi"
tipress

BELLINZONA – Una “passerella in stile Milano Moda”, organizzata per offrire un palcoscenico internazionale al consigliere federale Ignazio Cassis e destinata a lasciare al Ticino soprattutto fatture, traffico e disagi. L’UDC non usa mezzi termini per commentare il credito approvato dal Gran Consiglio in vista della Conferenza ministeriale dell’OSCE, in programma a Lugano all’inizio di dicembre.

Il Parlamento ha stanziato oltre 4,1 milioni di franchi per anticipare le spese legate alla sicurezza dell’evento. Il costo complessivo del dispositivo è già stimato in più di 6,1 milioni. Per l’UDC Ticino è “inaccettabile” che il Cantone debba assumersi costi e rischi finanziari per una manifestazione voluta e organizzata dalla Confederazione.

Galeazzi: “Delegazioni, scorte, fotografie e strette di mano”

A firmare il rapporto di minoranza è stato il deputato Tiziano Galeazzi, che ha descritto la conferenza come “l’ennesimo palcoscenico confezionato per il consigliere federale Ignazio Cassis”. “Una passerella in stile Milano Moda, con delegazioni, scorte, fotografie e strette di mano”, ha affermato. “Peccato che, una volta calato il sipario, a restare siano soprattutto le fatture e i disagi generati per la popolazione”.

Il riferimento dell’UDC va anche alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina ospitata a Lugano nel 2022. Anche allora, ricorda il partito, si parlò di appuntamento storico, prestigio internazionale e importanti ricadute per il territorio. “A distanza di quattro anni, il conflitto è ancora in corso, la ricostruzione rimane lontana e dei tanto celebrati benefici per il Ticino non si vede praticamente traccia”, sostiene l’UDC. “Una vetrina sicuramente, ma che ha portato ben pochi risultati concreti”.

Le chiusure nel periodo prenatalizio

Questa volta la conferenza si svolgerà inoltre in uno dei periodi più importanti dell’anno per il commercio luganese. Dal 1° al 4 dicembre è prevista la chiusura completa della strada davanti al Padiglione Conza, mentre altre arterie saranno interrotte a più riprese per consentire gli spostamenti delle delegazioni e garantire la sicurezza. Secondo l’UDC, cittadini, pendolari e negozianti rischiano di trovarsi confrontati con code, deviazioni e accessi difficoltosi proprio nelle settimane che precedono il Natale. Il timore è che molte persone decidano di effettuare altrove i propri acquisti per evitare il traffico cittadino.

“Se i commercianti dovessero subire delle perdite, chi li indennizzerà?”, domanda il partito. “Il Cantone? La Città? Oppure, come già accaduto nel 2022, saranno lasciati soli a pagare il prezzo della passerella di Cassis?”.

Tra le ragioni avanzate a sostegno dell’evento figura un potenziale indotto economico di 9,5 milioni di franchi. Una cifra che l’UDC contesta, chiedendo maggiore trasparenza sul metodo utilizzato per calcolarla. I costi del dispositivo di sicurezza, osserva il partito, sono invece già quantificabili: oltre 6,1 milioni di franchi, ai quali potrebbero aggiungersi ulteriori spese qualora si rendesse necessario rafforzare le misure previste.

La Confederazione dovrebbe rimborsare l’80% dei costi riconosciuti. Per l’UDC, tuttavia, non vi è alcuna garanzia che ogni franco anticipato dal Cantone venga successivamente restituito.

“Se Berna organizza, Berna deve pagare”

La richiesta del partito è quindi netta: la Confederazione deve assumersi integralmente le spese della Conferenza ministeriale. “Se Berna vuole organizzare questa conferenza e offrire un palcoscenico internazionale al proprio ministro degli Esteri, allora Berna deve pagare integralmente il conto”, afferma l’UDC.

La copertura federale, secondo il partito, dovrebbe comprendere anche gli eventuali costi supplementari e gli indennizzi destinati alle attività commerciali che dovessero dimostrare di aver subito un danno. “La passerella sarà anche federale. Il conto, però, non deve ricadere sul Cantone e sui cittadini ticinesi”.

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