POLITICA
Conti pubblici verso il mezzo miliardo di disavanzo. "Perché il Governo rinvia ancora le scelte?"
Amalia Mirante interroga il Governo: "Il Parlamento deve sapere prima di votare il Preventivo". Sotto la lente spending review, misure strutturali e possibili aumenti fiscali
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BELLINZONA – Un disavanzo che potrebbe raggiungere i 460 milioni di franchi nel 2030 e un autofinanziamento negativo già a partire dal 2028. Sono le previsioni contenute nel Piano finanziario cantonale che hanno spinto Amalia Mirante a presentare un’interpellanza urgente, cofirmata dai deputati Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli. L’atto parlamentare arriva alla vigilia dell’esame del Preventivo 2027 da parte del Gran Consiglio. Un documento che rispetta formalmente il freno ai disavanzi, ma dietro al quale si profila, secondo Mirante, "un rapido e preoccupante deterioramento dei conti pubblici".

“Il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sul Preventivo sapendo che negli anni successivi la situazione finanziaria potrebbe peggiorare in misura considerevole”, osserva la deputata. Il Governo intende però presentare un piano pluriennale di riequilibrio soltanto all’inizio della prossima legislatura.

“Perché aspettare la prossima legislatura?”

Mirante chiede quindi all’Esecutivo di spiegare perché abbia deciso di rinviare il piano di risanamento, nonostante il riequilibrio delle finanze cantonali fosse indicato come uno degli obiettivi prioritari della legislatura 2023-2027. Il Governo ritiene di avere raggiunto gli obiettivi prefissati? E, in caso contrario, che cosa gli impedisce di presentare già oggi almeno gli indirizzi fondamentali del futuro piano?

Per la deputata, le risposte devono arrivare prima del voto sul Preventivo: “Una risposta successiva alla trattazione priverebbe il Gran Consiglio di elementi importanti per esercitare consapevolmente le proprie competenze finanziarie”.

Spending review, che fine ha fatto?

Nel mirino finisce anche la revisione della spesa pubblica. Il Parlamento ha già approvato un apposito decreto legislativo, mentre il Governo ha commissionato uno studio a BAK Economics, presentato nel dicembre del 2025. Eppure, sottolinea Mirante, non è ancora stato illustrato un programma organico di revisione dei compiti, dei processi e della spesa dell’Amministrazione cantonale. L’interpellanza chiede quindi quale seguito concreto sia stato dato allo studio, quali misure siano già state individuate e quali risparmi siano stati conseguiti. Mirante domanda inoltre se il Governo intenda finalmente avviare una spending review operativa, accompagnata da obiettivi quantificabili e scadenze precise.

Nuove imposte all’orizzonte?

Il passaggio politicamente più delicato riguarda le entrate. Presentando il Preventivo 2027, il Consiglio di Stato ha indicato che il futuro piano di riequilibrio dovrà comprendere anche una riflessione su questo fronte. Mirante vuole sapere quali ipotesi fiscali siano già state esaminate. Tra gli scenari citati figurano un aumento del moltiplicatore cantonale d’imposta, una riduzione delle soglie di esenzione, una revisione delle aliquote applicate ai coniugi e alle famiglie oppure altre modifiche della legislazione tributaria.

Il Governo dovrà anche chiarire quali interventi intenda escludere e quali consideri invece possibili o necessari, tenendo conto della futura introduzione dell’imposizione individuale.

L’interpellanza domanda infine se siano state calcolate le conseguenze del rinvio degli interventi strutturali al 2028 o agli anni successivi. In particolare, Mirante vuole conoscere gli effetti sull’indebitamento, sugli oneri finanziari e sulla portata delle future misure correttive rispetto a un’azione avviata già nel 2027.

La richiesta conclusiva è che il Consiglio di Stato presenti, prima della fine della legislatura, un documento nel quale siano illustrate le opzioni di risanamento già valutate, il rispettivo impatto finanziario e i tempi necessari per attuarle. L’obiettivo è lasciare al prossimo Governo e al prossimo Parlamento una base concreta sulla quale lavorare. E soprattutto evitare che il conto venga rinviato insieme alle decisioni.

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