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Sanità
24.11.2022 - 16:330

Covid fuori dal coro, dopo la multa Ostinelli fa il mea culpa. "Ma solo per i toni, non per quel che ho detto"

"Aver espresso pubblicamente le mie opinioni può essere stato un errore per la Commissione di vigilanza, per me era solo un diritto legittimo fondato su convinzioni mediche"

di Marco Bazzi

MENDRISIO - Dopo la sanzione di 5'000 franchi decisa dalla Commissione di vigilanza sanitaria - contro la quale ha ricorso - il dottor Roberto Ostinelli fa il mea culpa. Ma solo sui toni e sulla sua eccessiva esposizione mediatica. Non sui contenuti della sua battaglia fuori dal coro condotta durante i due anni di pandemia.

“Ho accettato la sanzione della Commissione deontologica dell’Ordine dei medici, tre mesi di sospensione e 2'500 franchi di multa, perché il mio ricorso in quel caso è stato respinto – dice in questa intervista -. Mi si contesta di non essere stato collegiale, di non aver seguito la linea ufficiale, di essermi espresso pubblicamente e non all’interno delle istituzioni sanitarie... Ma fin dall’inizio ho cercato un confronto a quel livello. Il problema è che non sono stato ascoltato”.

Poi, il medico ammette che sui toni si è fatto prendere la mano, e che sui social ha scritto cose che oggi non riscriverebbe. Ma per lui il punto centrale rimane il contenuto delle sue affermazioni: “Già nel maggio 2020 in un video pubblicato su Youtube avevo fornito alcuni elementi per combattere una malattia di cui allora si sapeva poco, e tra il settembre e il dicembre di quell’anno, in altri video, ho espresso perplessità sulla politica dei tamponi a tappeto e dei problemi legati all’uso generalizzato delle mascherine, e in seguito anche dei vaccini. Molti dei dubbi che ho espresso hanno trovato conferma nel tempo, in particolare sugli effetti avversi dei vaccini e sulla breve durata della loro efficacia”.

In questi due anni, aggiunge, é stata generata una grande confusione, con informazioni e raccomandazioni contrastanti da parte delle autorità sanitarie ad ogni livello. “Però si accusa solo me di aver confuso l’opinione pubblica. Credo invece di essere stato assolutamente coerente, fedele alla mia linea. Posso dunque accettare la multa per i modi in cui ho espresso il mio pensiero, ma non per le cose che ho detto. Del resto, la Commissione deontologica dell’Ordine non è mai entrata negli aspetti scientifici, ma si è concentrata solo su quelli legati alla collegialità e al ruolo pubblico del medico. La Commissione di vigilanza ha ripreso questi punti e nemmeno lei si è espressa dal profilo scientifico. Si puniscono, dunque, soltanto le modalità della mia comunicazione, che, ripeto, è stata coerente. Mi chiedo invece se lo sia stata quella delle autorità”.

Per questo il dottor Ostinelli fatica a digerire le sanzioni, in particolare l’ultima, la più recente, quella della Commissione di vigilanza sanitaria. E riprende la domanda che ha posto anche nel suo ricorso: come mai in Ticino si sono registrati 1’193 morti su 353'000 abitanti, pari a 3’380 morti per milione, mentre in Svizzera le vittime del Covid sono state 14'000, pari a 1’609 morti per milione di abitanti.

“Mi chiedo perché abbiamo avuto un tasso di mortalità così elevato, e ricordo che queste cifre sono esplose alla fine del 2020, dunque nella seconda ondata pandemica, e non nella prima. Non ho spiegazioni, posso solo fare delle ipotesi, ma vorrei che a livello istituzionale venissero fornite delle risposte alla mia domanda. È davvero andato tutto bene? Si sono davvero fatte le scelte giuste nell’affrontare la pandemia? C’è qualcosa che non quadra ed é questo che chiedo di chiarire, pur sapendo che in medicina, come in politica, si fa fatica ad ammettere gli errori”.

Ci sono diversi medici che la pensano come me, prosegue Ostinelli, “anche se io sono il solo, insieme al collega Werner Nussbaumer ad essersi esposto. Molti non lo hanno fatto in quanto medici ospedalieri, o perché temevano conseguenze. E dopo le sanzioni nei miei confronti credo che nessuno oserà più dire nulla. Aver espresso pubblicamente le mie opinioni può essere stato un errore per la Commissione di vigilanza, per me era solo un diritto legittimo fondato su convinzioni mediche. Del resto, le regole della deontologia sono opinabili, e in più molte mie affermazioni hanno trovato conferma negli studi scentifici”.

E sui vaccini? È innegabile che abbiano contribuito a salvare molte vite e a “proteggere” gli ospedali, in particolare i reparti di cure intensive.

“Meno di quante si pensi – dice Ostinelli -. Sicuramente erano raccomandati, e l’ho sempre detto, per anziani e persone fragili dal profilo clinico. Ma non per tutti indiscriminatamente, men che meno per giovani e bambini. L’immunità di gregge è stata una grande bufala, si ottiene con virus stabili nel tempo, come il morbillo o la poliomielite, dove il vaccino si fa una volta sola nella vita. La propaganda vaccinale orchestrata a livello europeo è stata qualcosa di incomprensibile e di antiscientifico. Si sono seguite senza alcuna riserva critica le indicazioni arrivate dall’alto, dall’OMS. E si continuano a sottacere gli effetti gravi dei vaccini su persone che sarebbero sopravvissute comunque al Covid senza problemi. Gli effetti collaterali ci sono e nel mio studio ne ho visti diversi… Ictus, problemi cardiaci, persone morte durante l’attività fisica… è chiaro che fare un’indagine seria a livello internazionale su questi fenomeni equivale ad aprire un vaso di Pandora. In Italia si è arrivati a imporre il vaccino per poter lavorare. Una follia. Ma anche in Ticino ci sono state pressioni sul posto di lavoro. È stata una grossa forzatura”.

Si è creata una situazione di panico, che ha colpito gli adulti e anche i bambini, con effetti psicologici di lunga durata che potremo misurare solo nei prossimi anni, prosegue Ostinelli. “Si guarda solo il ‘problema virus’ ma il sistema immunitario ha connessioni dirette con la psiche. E vediamo quante sono le persone che hanno avuto problemi psichici a causa dello stress a cui sono state sottoposte. Siamo molto più complessi di quanto si pensi. Questa è la mia opinione sulla base di ciò che ho vissuto in questi due anni come medico. E sono preoccupato per il prossimo inverno: tamponi, mascherine, terapie, isolamento, molta gente è confusa. È possibile che ci sia un’epidemia influenzale più violenta del solito, ed è fondamentale fornire alla popolazione informazioni su come curarsi. Dal punto di vista mediatico non dirò più nulla, ma temo che non sarà un inverno così sereno”.

Ostinelli conclude dicendo che in scienza e coscienza ha fatto e detto quello che riteneva giusto: “Sono sereno, e il tempo mi ha dato ragione sulle mie raccomandazioni mediche. Anche quella di usare degli anti-infiammtori invece del paracetamolo: oggi è confermato che riducono drasticamente la mortalità nei casi di infezione grave. Ho raccomandato di usare la vitamina D a scopo preventivo, ma sembrava una bestemmia, perché c’era la pressione dei grandi interessi commerciali delle case farmaceutiche. Lo stesso vale per la terapia con Ivermectina, che in diversi paesi africani, del Sud Est asiatico e del Sudamerica è stata riconosciuta e ha permesso di eradicare il Covid. Io stesso l’ho usata per varianti aggressive come la Delta in caso di polmonite e ha sempre funzionato bene senza effetti collaterali. Queste terapie non sono mai state riconosciute ed usate dalle istituzioni sanitarie, ma sempre osteggiate e criticate, benché suffragate da tanti studi scientifici. Perché non sono mai state considerate? Perché non c’era di mezzo un interesse commerciale, perché sono principi attivi poco costosi e non più brevettabili. Si è dunque puntato sul business di nuovi farmaci biologici e anticorpali e di vaccini sperimentali che hanno reso decine di miliardi alle ditte farmaceutiche, ma danneggiato gravemente tante persone sane: in media 1 su 5'000, secondo i dati del Paul-Ehrlich-Institut, in Germania. Tutta questa spinta commerciale è stata una grave infiltrazione nella ricerca medico scientifica, e troppi studi sono statisticamente artefatti. C’è una vasta letteratura in merito. Un mondo molto triste, direi a tratti disgustoso e corrotto. E questo è un grande problema della ricerca oggi”.

 

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