SANITÀ
Clinica Sant’Anna, nasce il nuovo Centro di Cure di Sostegno
Antonio Sansossio presenta il progetto nato con Genolier Foundation: “Una cura più umana significa mettere la persona al centro, con ascolto, orientamento e strumenti concreti accessibili a tutti, indipendentemente dalla copertura assicurativa”

SORENGO - Alla Clinica Sant’Anna prende avvio un nuovo progetto dedicato al benessere complessivo del paziente, pensato per affiancare alle cure tradizionali un accompagnamento più ampio e personalizzato. Da martedì 2 giugno apre il Centro di Cure di Sostegno, nato per offrire a persone affette da malattie gravi, croniche e oncologiche un supporto multidisciplinare capace di intervenire non solo sul piano clinico, ma anche su quello emotivo, relazionale e psicofisico. Yoga, arteterapia, musicoterapia, nutrizione e agopuntura sono alcune delle attività proposte in un percorso che punta a migliorare la qualità di vita durante e dopo la terapia. A illustrarne la filosofia è Antonio Sansossio, responsabile comunicazione di Swiss Medical Network Regione Ticino e membro del Consiglio di Fondazione di Genolier Foundation.

Martedì 2 giugno apre ufficialmente il nuovo Centro di Cure di Sostegno della Clinica Sant’Anna: che bisogno avete colto e quale idea di accompagnamento del paziente sta alla base di questo progetto?

“Il nuovo Centro di Cure di Sostegno nasce dall’ascolto di un bisogno sempre più evidente: molte persone affette da malattie gravi, come ad esempio le patologie oncologiche, sentono la necessità di essere accompagnate non solo sul piano strettamente medico, ma anche su quello emotivo, relazionale e psicofisico. L’idea alla base del progetto è quella di offrire una presa a carico globale della persona, integrando alle cure tradizionali un supporto multidisciplinare orientato all’autonomia e alla qualità di vita, non solo durante il percorso terapeutico, ma soprattutto dopo quest’ultimo, quando si tratta di riprendere il percorso “normale” della vita odierna. Vogliamo che il paziente si senta accolto, ascoltato e accompagnato in modo personalizzato, anche nei momenti più delicati della malattia”.

Come si integrano attività come yoga, arteterapia, musicoterapia, nutrizione e agopuntura nel percorso di cura tradizionale?

“Attività come yoga, arteterapia, musicoterapia, nutrizione o agopuntura non sostituiscono la medicina convenzionale, ma la completano. Sono strumenti che aiutano il paziente a gestire meglio i sintomi della malattia e gli effetti fisici e psicologici delle terapie, a ritrovare equilibrio, energia e benessere nella quotidianità. Il nostro obiettivo è di integrare queste discipline all’interno di un percorso coordinato, in dialogo con i professionisti sanitari, affinché ogni persona possa beneficiare di un accompagnamento realmente centrato sui propri bisogni”.

Uno degli aspetti più forti del progetto è l’accessibilità anche indipendentemente dalla copertura assicurativa: quanto conta, per voi, che questo sostegno possa arrivare davvero a chi ne ha bisogno?

“Per noi questo aspetto è fondamentale. La fragilità legata a una malattia importante non dovrebbe mai tradursi in una barriera di accesso al sostegno e alla qualità di vita, soprattutto se questo accesso aiuta i pazienti a ritrovare una vita professionale e sociale attiva. Abbiamo quindi voluto creare un Centro aperto a tutti i pazienti che necessitano di cure di sostegno, indipendentemente dalla copertura assicurativa. È una scelta che riflette una visione profondamente umana della cura: mettere davvero la persona al centro e garantire che chi ha bisogno possa trovare ascolto, orientamento e strumenti concreti per affrontare, ma anche riprendere il controllo del proprio percorso”.

Il Centro nasce grazie al sostegno della Genolier Foundation e anche al ricavato della cena di gala benefica dello scorso novembre: in che modo questo contributo ha permesso di tradurre il progetto in un servizio reale e continuativo?

“Il sostegno della Genolier Foundation è stato determinante per trasformare questa visione in un servizio concreto e continuativo. Grazie ai fondi raccolti durante la cena di gala benefica dello scorso novembre e all’impegno della Fondazione, è stato possibile finanziare attività, corsi e terapie complementari destinate ai pazienti. Questo contributo permette oggi di offrire un accompagnamento accessibile e sostenibile nel tempo, dando continuità a un progetto che punta a migliorare concretamente la qualità di vita delle persone fragili e delle loro famiglie”.

I laboratori si tengono presso lo spazio m'amie club, situato al 4° piano dello stabile Villa Anna 2, in via Sant'Anna 7 a Sorengo. I posti sono limitati.

Per saperne di più sul Centro di Cure di Sostegno, visionare i programmi mensili e fissare un appuntamento, clicca qui

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