Politica
04.07.2017 - 17:060
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Galusero non ha dubbi, "Argo 1, ci sono ancora dei punti oscuri: desidero una Commissione parlamentare d'inchiesta"

Il deputato liberale non è ancora in chiaro sul motivo della scelta dell'agenzia e su quello della ritrattazione di Scheurer. La Commissione può essere istituita se "eventi di grande portata istituzionale richiedono uno speciale chiarimento"

BELLINZONA - "Allorché eventi di grande portata istituzionale richiedano uno speciale chiarimento, il Gran Consiglio, sentito il Consiglio di Stato, può a maggioranza assoluta istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta", riporta il sito ufficiale del Canton Ticino. Il deputato liberale Giorgio Galusero ritiene che il caso Argo 1 rientri in quelli per cui può scattare una commissione parlamentare d'inchiesta, e ha fatto sapere attraverso La Regione che "al mio capogruppo ma anche agli altri colleghi di partito presenti in Gran Consiglio ho chiesto di proporre al Legislativo che ne sia istituita una".

Un'inchiesta amminstrativa del Consiglio di Stato a suo dire non sarebbe sufficiente, perché "non aggiungerebbe nulla di nuovo rispetto all'esito degli accertamenti svolti dalla Sottocomissione", che ha comunque svolto secondo lui un buon lavoro.

Galusero è da sempre sensibile su questo tema, basti pensare che l'interpellanza che diede il via all'intervento fiume di Beltraminelli in Gran Consiglio portava la sua firma. In particolare, sono due secondo lui i punti oscuri ancora da chiarire: prima di tutto, come mi si è dato mandato a un'azienda che al momento del conferimento del mandato diretto aveva solo tre dipendenti, "per un compito oltretutto delicato come quello di garantire la sicurezzain centri per migranti". Poi, la ritrattazione di Renato Scheurer.

Se ci fosse una Commissione parlamentare d'inchiesta a indagare, non ci sarebbe segreto d'ufficio, dunque sarebbe più facile accedere a informazioni e controlli incrociati. La gravità del caso sta, per il deputato liberale, nel fatto che si è trattato di "un mandato gestito senza la relativa risoluzione governativa e senza rispettare la legge sulle commesse pubbliche. Un mandato costato ai contribuenti 3,4 milioni di franchi da luglio 2014 a gennaio di quest'anno". E il tuttto proseguirebbe, probabilmente, se il responsabile operativo della Argo 1 e un dipendente, presunto reclutatore jihadista, non fossero stati coinvolti in due inchieste separate.


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