Politica
29.05.2018 - 16:370
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

"Si vedono carovane di persone lasciare i paesi a cui sono affezionati: perché? Potranno integrarsi? Come mai certe atrocità arrivano da noi?". Ecco finalmente storia delle religioni

Fiorenzo Dadò ha chiesto di permettere ai giovani di "avere gli strumenti necessari per la conoscenza, l'unica vera arma per affrontare il domani". Bertoli voleva un largo sì di principio, "i problemi ci sono ma lasciateli gestire dal Governo". È stato accontentato, con 57 sì

1 anno fa Habemus accordo! La storia delle religioni entra alle medie, "quando c'è la volontà di venirsi incontro una soluzione si trova"
BELLINZONA – Dopo 12 anni di tira e molla, storia delle religioni in quarta media, con un'ora a settimana (al posto di quella facoltativa confessionale), diventa realtà a scuola: c’è voluta una lunga discussione, anche oggi, per un risultato poi largo, come si augurava Manuele Bertoli. 57 infatti i sì, 6 i contrari (Verdi e Comunisti) e 6 gli astenuti.

Fiorenzo Dadò nel suo discorso da relatore ha parlato di un’epoca che regala “sfide inimmaginabili per i giovani, soprattutto nella società occidentale, una delle maggiori urgenze planetarie che tocca tutti i popoli e le civiltà. Si vedono carovane umane che fuggono da guerre e miserie inimmaginabili, milioni di persone disperate che vengono nei nostri paesi con conseguenze imponderabili e imprevedibili. È un fenomeno mai visto prima d’ora, una moltitudine di persone che migra. Cosa conosciamo di queste persone che si interfacciano coi figli? Perché fuggono da un paese cui sono affezionati? Potranno integrarsi o ci sarà scontro di civiltà?”.

Per questi motivi, “è importante conoscere la storia delle religioni, per i nostri valori di democrazia, dando ai giovani solo gli strumenti necessari per la conoscenza, unica vera arma per affrontare il domani. Non dobbiamo indottrinare o minare la laicità di stato e scuola, ma informare: l’insicurezza fa paura, con sentimenti oscuri i cui risultati si sono visti nel secolo scorso”.

Il compromesso trovato, frutto di anni di lavoro e di discussione, non accontenta del tutto tutti, ed era ovvio. L’ora che rischia di essere buca per chi non frequenterà il corso di religione confessionale in quarta (dove sarà obbligatoria un’ora di storia delle religioni) è stato uno dei punti più criticati.
Manuele Bertoli ha provato a rispondere ai quesiti sollevati da chi ha preso la parola. “La materia storia è mantenuta com’è, tocca aspetti vicini alla religione, ma qui pensiamo a un’ora in più, ceduta dall’istruzione religiosa per la storia delle religioni. Ci hanno chiesto di non coinvolgere le chiese nelle preparazione del materiale: non ha senso non farlo, così come non vanno esclusi i teologi. Una delle critiche era sullo spezzettamento delle materie e ci sta, è uno dei punti deboli del compromesso. Ma si può relativizzare sul modello che implementeremo a settembre con la civica. Il punto di raccordo fra le tre ‘storie’ sarà il docente, non per forza sempre quello di storia, ma se fosse uno solo ciò permetterà di fare un lavoro di interdisciplinarietà nel settore umanistico. L’ora buca? Ci sono anche problemi logistici, sia legati allo spazio di chi non fa religione, sia finanziari, poiché se viene presentata come un’ora buca costa molto meno. Un’ora di studio assistito? Se esso fosse ben strutturato, ci sarebbe più gente che vorrebbe non fare religione per fare i compiti lì. “Per questo e per altri motivi, chiede: ”lasciate che sia il Governo a gestire tutto: serve un sì di principio, magari anche largo”.

L’ha avuto. E da settembre si comincia. Finalmente, si potrebbe dire.
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