Politica
31.10.2018 - 11:200

"Un segno di dinamismo". La direzione del PPD non è preoccupata, anzi. Frapolli dovrà scegliere?

TicinoTurismo non gradisce il doppio ruolo di presidente e di candidato per Elia Frapolli: congedo non pagato o dimissioni? Intanto Simoneschi insiste

BELLINZONA – La scelta che dovrà eventualmente compiere Frapolli, Simoneschi che insiste e la direzione del partito che non ritiene affatto la situazione creatasi negativa, anzi. Nuova carne al fuoco per quanto concerne il PPD e la sua lista! 

O candidato o direttore di TicinoTurismo. Lorenzo Quadri era stato il primo a chiedere che Elia Frapolli non potesse guidare l’ente turistico durante la sua eventuale campagna elettorale, e ora si scopre che proprio il Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia turistica ticinese (ATT) è del suo stesso avviso.

Stando al Corriere del Ticino, negli scorsi giorni è stato comunicato a Frapolli che dovrà decidere, poiché le due posizioni sono ritenute incompatibili. Le possibilità sarebbero le dimissioni oppure un congedo non pagato sino ad aprile.

Ma in effetti non è ancora sicuro che Frapolli correrà col PPD, dato il caos interno al partito. Infatti, interpellato, rimane prudente: “Nulla è ancora deciso e le soluzioni possibili sono diverse”. Non ci sarebbero comunque imposizioni da parte dell’ATT.

Nel PPD, cosa succede? Alessandro Simoneschi aveva scritto una lettera chiedendo le primarie, e a La Regione ha confessato di aver avuto molti riscontri positivi “da parte di tanti popolari democratici, fieri di esserlo, appartenenti alle più variegate schiere sociali e professionali che vedono le primarie, peraltro già avallate dal presidente, come un’opportunità da cogliere al volo in questo frangente estremamente delicato”.

Il sostegno alla richiesta a suo dire dovrebbe far riflettere la direttiva, convocata per il 9 novembre. La sua speranza è che vengano indette le primarie.

Fiorenzo Dadò, Giorgio Fonio e Marco Passalia hanno voluto specificare, sempre al quotidiano bellinzonese, che niente è imposto dall’alto e che i nomi definiti saranno preannunciati dalla Direttiva il 21 novembre. “Come tutte le volte che si è di fronte a una scelta, è ovvio, c’è chi è contento e chi lo è meno ed è naturale che qualcuno esprima qualche perplessità, avanzando persino un’ulteriore candidatura”, scrivono. “Nessun partito ne è escluso, basti guardarsi attorno e indietro negli ultimi decenni o vedere le forti diatribe interne nel PLR di Lugano. Tutto questo non spaventa affatto ma è anzi segno di dinamismo e di vivace nonché sana dialettica”.

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