Elezioni 2019
08.04.2019 - 12:040

"Risultati equilibrati potrebbero favorire la governabilità. Zali salvato da un'alleanza che non voleva. Gobbi ora uomo forte"

Fabio Pontiggia analizza il voto di ieri. "Beltraminelli ha pagato in misura pesantissima la vicenda Argo1 e il fuoco di sbarramento con cui si è dovuto confrontare. L'onda verde? Quell'area è troppo frammentata. E MPS e Più Donne..."

BELLINZONA – Nell’analisi-editoriale sul Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia parla delle sorprese, non previste dai sondaggi, definendole “il bello della politica”. 

“Beltraminelli ha pagato, in misura pesantissima, la vicenda Argo1 e il fuoco di sbarramento con cui si è dovuto confrontare per più di metà quadriennio (tutto iniziò, come si ricorderà, nel febbraio 2017). Per il capo del DSS sono stati due anni di assedio logorante, che hanno offuscato e anche cancellato, agli occhi di molti cittadini, e in primo luogo degli elettori della base del partito, i progetti comunque realizzati nell’ambito della sanità e della socialità”, scrive, mentre De Rosa “è il volto nuovo che fa nuovo il Governo e che ora crea grande attesa per come l’Esecutivo lavorerà nella legislatura 2019-2023”.

Si sofferma sul fatto che Norman Gobbi abbia battuto nettamente Claudio Zali. “Gobbi ha ottenuto risultati tutt’altro che disprezzabili sul fronte della sicurezza e della lotta alla criminalità in Ticino, ha proseguito sulla strada della riforma dei Comuni e delle polizie e – non va mai dimenticato – non aveva affatto sfigurato (al contrario) nell’autunno del 2015 quando venne candidato ufficialmente per tentare di riportare il Ticino in Consiglio federale. Ora sarà lui l’uomo forte del Governo. Zali esce indebolito da queste elezioni: bisognerà vedere con quali ripercussioni sul prosieguo degli importanti progetti messi in cantiere dal suo Dipartimento”. Il seggio di Zali, a suo dire, è salvo “molto probabilmente solo grazie alla lista unica con l’UDC (che – paradosso dei paradossi – Zali non voleva mentre Gobbi è riuscito ad imporre in extremis ai colonnelli di via Monte Boglia)”.

L’onda verde non c’è stata, per Pontiggia “la frammentazione dell’area verde non ha certamente giovato (anche se non è una novità nel nostro cantone). C’erano ben tre liste con il colore dell’ambiente: tutte insieme non arrivano nemmeno al risultato conseguito dai Verdi del Ticino quattro anni fa. In questo siamo poco svizzeri”. 

Per quanto concerne l’MPS e la lista Più Donne: “Ci si aspettava un risultato positivo del Movimento per il Socialismo e del suo deputato Matteo Pronzini, protagonista di alcune crociate nella legislatura oramai archiviata e spesso e volentieri sulle prima pagine dei giornali. L’MPS ha sì guadagnato qualcosa e probabilmente in Gran Consiglio ancor di più, ma la sua lista unica con il Partito operaio popolare ha ottenuto praticamente lo stesso consenso della lista nuova Più donne trainata dalle due deputate ex verdi Tamara Merlo e Maristella Patuzzi (che di crociate non ne hanno fatta nemmeno mezza e che non soffrono di protagonismo mediatico)”.

Ad ogni modo, per Pontiggia “i rapporti di forza sono dunque più equilibrati, perlomeno nell’Esecutivo. Questo, nel quadro del nostro sistema consociativo, potrebbe favorire una migliore governabilità del Paese, responsabilizzando tutti di più”.

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