Dalla prima assoluta teatrale alle proiezioni con orchestra dal vivo, il LAC propone due appuntamenti tra ironia, mistero e suggestioni futuristiche. Al centro, le apparenze, l'identità e gli interrogativi sulla natura umana

LUGANO - Dal mondo brillante e spietato dell'aristocrazia vittoriana alla Los Angeles distopica immaginata da Ridley Scott. Due universi apparentemente lontanissimi, accomunati da una domanda che attraversa epoche e linguaggi: quanto conosciamo davvero di noi stessi e degli altri? Il LAC di Lugano propone due appuntamenti che mettono al centro proprio le ambiguità dell'identità umana, passando dal teatro di Oscar Wilde al grande cinema di fantascienza.
Il primo è "Un marito ideale", la celebre commedia di Oscar Wilde che debutta in prima assoluta lunedì 19 ottobre, alle 20, nella Sala Teatro del LAC, con repliche martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, sempre alle 20. Il secondo è "Blade Runner Live", in programma sabato 14 e domenica 15 novembre, con la proiezione del capolavoro cinematografico di Ridley Scott accompagnata dall'esecuzione dal vivo della celebre colonna sonora di Vangelis.
Oscar Wilde e il lato oscuro della rispettabilità
La nuova produzione di "Un marito ideale" nasce dalla collaborazione tra il Teatro dell'Elfo di Milano e il LAC. A firmare la regia sono Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, che proseguono il loro percorso artistico dedicato al teatro e alla figura di Oscar Wilde. Dopo il debutto luganese, lo spettacolo approderà in novembre all'Elfo Puccini di Milano.
Scritta nel 1895, la commedia racconta la storia di Sir Robert Chiltern, politico stimato e marito apparentemente irreprensibile, la cui carriera poggia però su un segreto inconfessabile. Anni prima, per arricchirsi e avviare la propria ascesa politica, ha venduto un'informazione riservata. Un'operazione che oggi verrebbe definita insider trading.
A conoscere quel passato è Mrs Cheveley, pronta a ricattarlo per ottenere un favore altrettanto illecito e condizionare le decisioni della Camera dei Lords. Da qui prende forma una trama di intrighi, equivoci e colpi di scena, nella quale sarà Lord Goring, raffinato dandy e alter ego dello stesso Wilde, a tentare di districare la vicenda.
Dietro la leggerezza della commedia si nasconde una riflessione sorprendentemente attuale sulla corruzione, sull'ipocrisia della vita pubblica e sulla distanza tra l'immagine che una persona offre di sé e la sua vera natura.
Bruni e Frongia hanno scelto un allestimento che richiama le atmosfere degli anni Venti, con ritmi scanditi da tanghi, foxtrot e charleston e suggestioni ispirate al cinema di Ernst Lubitsch e George Cukor. La scenografia di Carlo Sala e i costumi di Ferdinando Bruni costruiscono un universo dominato dal bianco e nero, tra richiami al tardo liberty e all'art déco.
Una scelta estetica che diventa anche una dichiarazione d'intenti: non fidarsi delle apparenze, diffidare delle certezze assolute e riconoscere che la realtà raramente si lascia dividere in categorie nette.
"La verità è raramente pura e non è mai semplice", ricordano i registi citando una celebre battuta di Wilde. Una frase che sembra riassumere lo spirito dello spettacolo e la sua capacità di parlare anche al presente.
Nel cast figurano Giuseppe Lanino nel ruolo di Robert Chiltern, Giulia Amato in quello della moglie Gertrude, Carolina Cametti nei panni di Mrs Cheveley e Massimo Bernardo Dolci nel ruolo di Lord Goring. Completano la compagnia Ciro Masella, Ginestra Paladino, Alma Poli e Angelo Di Figlia.
Blade Runner, il futuro immaginato da Ridley Scott prende vita con Vangelis
Qualche settimana più tardi, il LAC cambierà completamente scenario, passando dall'Inghilterra vittoriana al futuro inquietante di "Blade Runner", il capolavoro fantascientifico realizzato da Ridley Scott nel 1982.
Dopo il successo di "Psycho" nella scorsa stagione, il centro culturale luganese prosegue infatti il percorso dedicato alle proiezioni cinematografiche accompagnate dalla musica dal vivo.
Sabato 14 novembre alle 20 e domenica 15 novembre alle 15 e alle 19, il film sarà proposto nella versione Final Cut, su grande schermo e in alta definizione. A rendere particolare l'esperienza sarà l'esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora di Vangelis, affidata a The Avex Ensemble, in perfetta sincronia con le immagini.
Oscura, melodica e visionaria, la musica del compositore greco è uno degli elementi che hanno contribuito a trasformare "Blade Runner" in un'opera di culto. Le sonorità elettroniche, le atmosfere ambient e gli interventi orchestrali accompagnano lo spettatore in una Los Angeles distopica, popolata da esseri umani e replicanti artificiali.
Al centro della vicenda c'è Rick Deckard, detective incaricato di rintracciare un gruppo di replicanti fuggiti sulla Terra. Ma l'incontro con l'enigmatica Rachel mette progressivamente in discussione le certezze del protagonista e, soprattutto, il confine tra ciò che è umano e ciò che è artificiale.
A oltre quarant'anni dalla sua uscita, il film continua a interrogare il pubblico su temi diventati ancora più urgenti: il rapporto con la tecnologia, la memoria, l'identità, la sorveglianza e la possibilità che l'intelligenza artificiale finisca per assomigliare sempre più all'essere umano.
Una conferenza sull'intelligenza artificiale e il cinema
Proprio questi interrogativi saranno al centro della conferenza "Blade Runner. Umani, replicanti e altre forme del futuro", che Roy Menarini, professore ordinario di cinema all'Università di Bologna e critico cinematografico, terrà domenica 15 novembre alle 17.45 nella Hall del LAC, con ingresso libero.
Menarini proporrà un percorso attraverso le intuizioni del film e la loro attualità, affrontando questioni come la memoria digitale, la crisi ecologica e il confine sempre più labile tra vita biologica e artificiale.
Le proiezioni di "Blade Runner Live" rientrano nel percorso tematico "Intelligenze quantiche", sostenuto da IBSA Foundation, partner di ricerca scientifica del LAC. La conferenza, proposta nell'ambito di LAC edu, fa parte di SciArt, il progetto della fondazione dedicato al dialogo tra discipline artistiche e scientifiche.
Due appuntamenti diversi, dunque, ma uniti da un filo conduttore. Wilde raccontava una società nella quale la rispettabilità nascondeva compromessi, menzogne e doppie vite. Ridley Scott immaginava un futuro in cui perfino distinguere un essere umano da una sua copia artificiale sarebbe diventato problematico.
A più di un secolo di distanza, entrambi continuano a porre una domanda tutt'altro che risolta: che cosa si nasconde dietro le apparenze e che cosa, in definitiva, ci rende umani?
Maggiori informazioni e prenotazioni su www.laclugano.ch