Il Pontefice: "“A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o dei gruppi alleati"

di Don Gianfranco Feliciani
Rivolgendosi al Corpo Diplomatico in Vaticano, il 9 gennaio scorso, papa Leone XIV così si è espresso analizzando la situazione internazionale: “A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o dei gruppi alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui”. E, riferendosi al modello delle “due città”, caro a sant’Agostino, ha aggiunto: “Non si ricerca più la pace, in quanto dono e bene desiderabile in sé, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini, ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile”.
Trump non la pensa così. Colpisce e preoccupa l’indifferenza totale del presidente Usa verso le norme del diritto internazionale. Assistiamo a una decisa e spensierata demolizione dell’ordinamento giuridico – portata avanti anche da altri leader dittatori sparsi nel mondo, ultimamente spuntati come funghi – ma che Trump sta portando all’estremo. Sentenzia senza pudore: “Non ho bisogno del diritto internazionale; l’unico limite ai miei poteri è la mia moralità”. Demenziale! La diplomazia è chiaramente in crisi, dentro una crescente difficoltà a concepire la negozialità stessa dei conflitti. L’Unione europea, custode della Democrazia, è spaesata e come impreparata dal punto di vista politico e istituzionale. L’albero meraviglioso della Democrazia ha le radici malate e rischia di non portare più frutto! La vera questione è quindi di natura culturale, etica e spirituale!
È rimasto solo Leone XIV a insegnare senza ambiguità, a questo nostro mondo smarrito e incattivito, la saggezza della “forza del diritto” e la stoltezza del “diritto della forza”?