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10.01.2017 - 11:100
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Manzo, Tramezzani, il Chiasso, Sadiku e Alioski: vi dico tutto». Parla Renzetti

Il presidente del Lugano parla della collaborazione con i rossoblù, poi svela che l'operazione-Sadiku è anche "economica". «Posso dirmi di aver fatto tutto quello che potevo»

LUGANO - Da pochi giorni, il Lugano ha ripreso la preparazione, con un nuovo tecnico: dopo una lunga riflessione, il presidente Renzetti ha optato per sostituire Manzo con Tramezzani. C'è un volto nuovo, che altro non è che un ritorno di prestigio. Dei temi all'ordine del giorno a Cornaredo abbiamo parlato proprio con Renzetti. Avete sottoscritto un accordo col Chiasso, ce ne parla? «È un'intesa che abbiamo sottoscritto col Chiasso. I giovani che hanno poco spazio da noi vengono messi a loro disposizione, loro lo fanno con i ragazzi giovani che hanno particolare successo. Nomi? Abbiamo già dato loro alcuni giocatori, penso a Padula o Abedini, adesso Belometti. Abbiamo portato Franzese a fare alcuni allenamenti con noi, purtroppo oggi si è fatto male e starà fuori 15 giorni. L'occasione servirà a noi per valutarlo e a lui per rendersi conto di che punto ha raggiunto rispetto agli altri». Un primo passo per un futuro FC Ticino, o è eccessivo? «Più che altro è una collaborazione sulla base di quello che si è verificato nel tempo in Ticino, con una squadra di riferimento come può essere il Lugano in Super League e le altre che danno possibilità ai giovani di giocare. Senza il Chiasso, ragazzi come Abedini, Padula o anche Lurati avrebbero avuto poco spazio, devono farsi le ossa. È un po' la situazione del Locarno di una volta, che giocando in una categoria che lo permetteva schierava molti giovani, anche a fronte di ristrettezze economiche». Dunque, quanto è importante per voi che il Chiasso si salvi? Siete disposti a dare loro dei giocatori, anche non giovani, che non trovano spazio, per aiutarli nell'obiettivo? «È molto importante. L'abbiamo fatto all'andata per esempio con Susnjar, che ora forse andrà via avendo un'altra offerta. Ci sono ancora dei giocatori che se il Chiasso ci richiede li mettiamo a disposizione. Chi? Non voglio incrinare equilibri e instillare dubbi, con la preparazione tutti partono allo stesso livello verso il tecnico, ciascuno ha la possibilità di giocarsi tutto e non voglio già dare delle sentenze». Tornando alla vostra preparazione, che impressione le ha fatto Tramezzani sul campo? «Ottima, non solo a me, ma anche agli avventori che vengono a vedere gli allenamenti e ai ragazzi. Trasmette molta positività, i giocatori lavorano in modo intenso e sono contenti. Per parlare di differenze con Manzo è troppo preso, però il nostro obiettivo non è mostrarle, bensì trovare un allenatore che si integri a tutto tondo col progetto, con la gente, con i risultati». Zeman, Manzo, Tramezzani: lei sceglie sempre allenatori che sono scommesse, chi di loro è stata quella maggiore? «Sicuramente Manzo, che aveva e ha un curriculum breve a livelli di divisione nazionale. La scommessa è stata parzialmente persa, in particolare nel girone di ritorno, instillando a me i dubbi se fosse l'allenatore giusto: abbiamo fatto pochi punti, troppo pochi nel secondo girone. Non potevo permettermi un altro girone del genere, dovevo dare una svolta ed era il periodo migliore, avendo davanti un mese per prepararci». Come commenta il ritorno di Sadiku? «Si è concretizzato nel migliore dei modi, perché noi abbiamo Rossetti che ha avuto molti infortuni all'andata e ora è ancora fuori, non sappiamo quando tornerà e dunque ci serviva un centravanti importanti. Oltretutto sull'eventuale vendita di Sadiku a fine anno abbiamo ancora da incassare un 25%, e così gli diamo un palcoscenico di Super League. Lui poi ci teneva a tornare a Lugano, perché c'è il suo mister ideale. Il tecnico lo conosce benissimo, per cui se mi dice che va bene vuol dire che è così». Farete ancora qualche acquisto, con un occhio alle finanze? «Penso che il mercato sia chiuso, abbiamo preso anche Carlinhos che praticamente non ci è costato niente. È un giovane, dicono che abbiamo davanti a sé delle grosse possibilità. È un esterno alto, veloce, bravo nel dribbling, un giocatore estroso». Cosa ci può svelare sul futuro di Alioski? «Penso che fino a giugno rimarrà a Lugano. Mi auguro faccia un ritorno come l'andata, in modo da avere ciascuno il proprio tornaconto: lui che potrà andare in una grossa squadra e noi che saremo ripagati dai sacrifici della scommessa che abbiamo fatto su di lui. E se giocherà ancora così vuol dire che il Lugano può esser salvo...» Diceva di avere un po' di angoscia, ora è di nuovo fiducioso? «Sono sempre stato fiducioso, ma dopo un girone come quello del ritorno mi sono dovuto fare delle domande. Per come vedo lavorare tutti, per quanto ci credono, sono tornato più tranquillo, e mi dico che ho fatto il massimo che potevo».
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