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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 21:23
Svizzera
20.01.2017 - 22:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Casellario, la gioia del Ticino. Ma Quadri attacca PLR e PS

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale si è detta a favore delle iniziative cantonali ticinesi: la gioia di Lega, PPD, Lorenzo Quadri e Roberta Pantani

BERNA - Il casellario giudiziario conquista una vittoria a Berna. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale si è detta a favore delle iniziative cantonali ticinesi per la richiesta sistematica del casellario giudiziale prima del rilascio di un permesso B e G. Numerose le reazioni in Ticino, sia dei politici via Facebook sia dei partiti attraverso comunicati. La Lega, ovviamente, esprime soddisfazione. «Questa prassi, introdotta in Ticino per volontà del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi nell’aprile 2015, ha dimostrato la propria efficacia, come confermano le cifre trasmesse dal governo cantonale alla CIP-N. Non c’è dunque alcun motivo per abbandonarla, ma va anzi estesa a livello nazionale: nel senso che tutti i Cantoni devono avere facoltà di introdurre la richiesta sistematica. L’autocertificazione dei richiedenti il premesso B o G sui propri precedenti penali si è infatti a più riprese dimostrata insufficiente ed inefficace. Ciò che era ampiamente prevedibile», si legge in una nota. «Per la Lega dei Ticinesi è in ogni caso evidente che la richiesta sistematica del casellario giudiziale da parte delle autorità ticinesi deve continuare ad oltranza. Ora anche a livello di Camere federali si consolida una maggioranza che dà ragione alla Lega e al Ticino: anche perché la richiesta del casellario è una questione di manifesto buonsenso». Non manca qualche frecciatine agli avversari. «Per l’approvazione nella Cip-N delle iniziative cantonali ticinesi pro-casellario è stato determinante il voto dei due esponenti ticinesi Roberta Pantani (Lega) e Marco Romano (PPD): onore al merito. La Lega dei Ticinesi deplora invece che contro il casellario – e quindi contro la sicurezza del nostro Cantone – si sia schierata in blocco non solo la sinistra (la cui opposizione era scontata) ma anche il PLR. Malgrado il capogruppo PLR alle camere federali sia il ticinese Ignazio Cassis. Dopo la deplorevole prestazione del tandem PSS-PLR in materia di affossamento del 9 febbraio, adesso i due partiti fanno il bis. Evidentemente anche per il PLR, come per il PSS, in Svizzera “devono entrare tutti”, delinquenti compresi». Il Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri attacca i rappresentanti PLR, che hanno votato contro. «In tandem, va da sé, con gli spalancatori di frontiere del P$$ (ma il njet dei compagni era scontato). L'ex partitone dunque vorrebbe che si rilasciassero permessi B e G alla cieca. Anche a delinquenti. Senza uno straccio di verifica dei precedenti penali di chi chiede di stabilirsi in nel nostro paese (o di entrarci tutti i giorni per lavorare). Anche secondo il PLR, dunque, in Svizzera "devono entrare tutti", criminali compresi. Dopo che il tandem P$$-PLR ha gettato nel water il 9 febbraio, asfaltando la democrazia, ecco un'altra dimostrazione che questi due partiti, ormai ridotti a sguatteri dell'UE, sono fermamente decisi a rottamare quel che resta della sovranità nazionale. Se sull'affossamento del 9 febbraio il PPD ha fatto da palo allo stupro della Costituzione, astenendosi, almeno sul casellario giudiziale si è schierato compatto a sostegno del Ticino e della misura introdotta da Norman Gobbi. E quindi il casellario l'ha spuntata anche nella Commissione del nazionale!». Ma questa volta «ha vinto il buonsenso. Ha vinto la sicurezza e ha vinto il nostro diritto a stabilire le regole che valgono in casa nostra. Alla faccia del tandem P$$-PLR, zerbino di Bruxelles. A questo punto appare ovvio che la richiesta del casellario non verrà mai ritirata, come invece avrebbe voluto la compagna Sommaruga (che mai ha mosso una paglia per il nostro Cantone). Certo che serve a tanto avere un ticinese come capogruppo del PLR alle Camere federali: mai una volta che questo partito tenga conto degli interessi del Ticino. Nemmeno su questioni fondamentali. Nemmeno per sbaglio. Prendere nota per le prossime elezioni». Esulta anche Roberta Pantani: «Una soddisfazione non da poco... e anche questa, nonostante tutte le cassandre che davano la misura per spacciata e inattuabile, l'abbiamo portata a casa! Grazie ad un'alleanza UDC-Lega e PPD, con 13 a 11 voti, l'abbiamo spuntata!!». Marco Romano, Consigliere Nazionale del PPD, ha avuto un ruolo importante nella discussione, e il partito esulta. «Il PPD saluta favorevolmente la decisione ed evidenzia il ruolo centrale del Partito, come già avvenuto agli Stati, nella creazione della maggioranza commissionale. I membri ticinesi della citata commissione – consiglieri nazionali Marco Romano e Roberta Pantani – sono riusciti a costruire una maggioranza risicata grazie ai gruppi PPD e UDC. Ora il Consiglio federale dovrà elaborare una base legale per consolidare la prassi. Secondo il PPD l’ottenimento di un permesso presuppone la presentazione del casellario giudiziale: documento ufficiale largamente diffuso in vari ambiti». Il partito ritiene «la misura utile ad aumentare la sicurezza interna; la sola autocertificazione si è dimostrata inefficace. La misura è di carattere interno, non lede la libera circolazione e non crea situazioni discriminatorie. Un Cantone ha e deve avere la possibilità di prendere misure atte a garantire il controllo di chi chiede un permesso di lavoro o di residenza. Il PPD respinge tutti gli argomenti che cercano di relativizzare e combattere la misura. La libera circolazione è rispettata e uno Stato sovrano deve tutelare la propria sicurezza interna».
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