Svizzera
27.10.2017 - 17:480
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Clamoroso! La moglie e le figlie del richiedente l'asilo ucciso a Brissago hanno chiesto asilo politico a Basilea, il fratello è scomparso. Gobbi, "sono stato facile profeta"

Il gruppetto era arrivato in Ticino per assistere alle esequie del parente, poi lunedì sera un attivista dei diritti umani, Antohny Jospeh, aiutato dall'avvocato Ravi, ha condotto le tre donne a Basilea". Il Ministro ha intenzione di scrivere "ai Consiglieri federali coinvolti"

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BASILEA – Erano venuti in Ticino, aiutati dall’ambasciata svizzera in Sri Lanka, per partecipare al funerale del proprio familiare, il 38enne richiedente l’asilo ucciso dal colpo di pistola di un agente durante una lite a Brissago. Ma non sono più ripartiti: la moglie e le figlie dell’uomo hanno chiesto asilo politico a Basilea, mentre il fratello della vittima è scomparso. E Norman Gobbi è furibondo.

Lo svela liberatv.ch, raccontando i fatti. L’ambasciatore Heinz Walker-Nederkoorn ha inviato un’email alle autorità ticinesi, dove scriveva loro che le quattro persone non avevano ripreso l’aero per lo Sri Lanka come previsto. Sarebbero dovuti partire martedì 24 ottobre, dal giorno prima la famiglia che si era occupata del loro soggiorno in Ticino non aveva più avuto sue notizie.

Cosa è successo? “Un tale Anthony Joseph, membro dei testimoni di Geova e attivista dei diritti umani, si è presentato dalla famiglia a Lugano domenica 22 ottobre, assieme a un signore proveniente dal Canton Grigioni chiamato Eric ed un avvocato luganese di nome Yasar Ravi, ed è riuscito a convincere la famiglia a cambiare avvocato. In seguito all’incontro dei familiari con il procuratore Moreno Capella lunedì sera, l’avvocato Ravi li ha accompagnati dalla famiglia che li aveva accolti a Lugano. Più tardi, sempre lunedì sera, sembra che Anthony Joseph sia passato a prendere la famiglia del defunto per portarli a Basilea. La famiglia d’accoglienza ha fatto il possibile per impedire questa trasferta, senza però riuscirci”, prosegue l’email.

Il rischio che la famiglia non volesse più ripartire c’era, precisa l’Ambasciata, ma al momento delle  esequi, i motivi umanitari hanno prevalso.

Norman Gobbi è furioso, e si è definito un facile profeta. Infatti, spiega al portale, aveva detto all’ambasciatore svizzero in Sri Lanka che la famiglia avrebbe potuto decidere di chiedere asilo politico in Svizzera, domandando anche come si sarebbero comportate le autorità federli in quel caso.
“Purtroppo, la Confederazione ha favorito con il suo agire con leggerezza l’illegalità: tre delle quattro persone si trovano tutt’ora in Svizzera, mentre si sono perse le tracce della quarta. Questo è inaccettabile e mi fa infuriare. In particolare, per il pericolo cagionato anche ai coinvolti direttamente (agenti e richiedenti l’asilo che hanno chiesto l’intervento della polizia a Brissago)”, prosegue il Ministro, che non ha intenzione di fermarsi qui: “Chiederò risposta ai Consiglieri federali coinvolti”.
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