Svizzera
01.11.2017 - 13:470
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Un ticinese a Palazzo Federale. Comincia l'avventura di Ignazio Cassis, un viaggio partito da lontano...

Ieri ha ricevuto simbolicamente le chiavi del Dipartimento degli Affari Esteri da Burkhalter, ora compare anche nella foto del Governo. Ripercorriamo la sua elezione, argomento che ha tenuto banco tutta l'estate, dalla scelta su un solo nome di Caprara al passaporto e a ProTell

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BERNA  - Oggi è un giorno importantissimo per Ignazio Cassis e per il Ticino della politica. Un ticinese torna, infatti, ufficialmente nella stanza dei bottoni.

Inizia infatti in mandato del liberale alla guida del Dipartimento Federale degli Affare Esteri. Ieri ha ricevuto simbolicamente le chiavi da Didier Burkhalter, che dunque si congeda, e anche nella nuovo foto del Consiglio Federale Cassis ha preso il suo posto.

Appena saputo delle dimissioni di Burkhalter, deciso a dedicarsi ad altri lati della sua vita, il nome del ticinese, capogruppo alle Camere Federali, era subito apparso fra quello dei favoriti alla successione. Il PLR ha vagliato qualche opzione, tra cui Laura Sadis e colui che ne ha preso il posto a Bellinzona, Christian Vitta, ma poi il suo Ufficio presidenziale ha optato per presentare il solo Cassis, decisione confermata il primo agosto dal Comitato Cantonale. Una scelta che non aveva convinto tutti, ma che il presidente Bixio Caprara ha sempre difeso con forza.

Il Ticino si è diviso, soprattutto dopo che è scoppiato il cosiddetto caso passaporto. Ovvero, Ignazio Cassis ha rinunciato a quello italiano, cittadinanza dei suoi genitori: il passaporto rossocrociato era arrivato nella sua adolescenza, su sua richiesta. La Lega, già molto perplessa sul fatto di votare qualcuno vicino alle casse malati e con idee diverse dalle proprie, aveva deciso di non sostenerlo, e alla fine Quadri e Pantani opteranno per scheda bianca.

I cantoni romandi non hanno perso l’occasione per portare candidati. Da subito è apparsa una buona avversaria Isabelle Moret, vodese: anche la sua sezione ha scelto una sola persona, con Isabelle De Quattro che aveva fatto un passo indietro. A Ginevra, invece, è stato lanciato il giovane Pierre Maudet.
Per lungo tempo, sia Moret che anche Maudet, opinione confermata da De Quattro, hanno sostenuto che se il Ticino avesse presentato una candidatura femminile, quella di Laura Sadis in primis, si sarebbero ritiratati. Caprara non ci ha mai creduto, sottolineando che la Romandia avrebbe potuto non portare nessun nome. I Verdi ticinesi avevano chiesto ai colleghi nazionali di sostenere proprio Sadis, a mo’ di candidatura selvaggia.

Il PLR nazionale ha optato per non escludere nessuno, creando un tricket, ovvero un ticket a tre, con il compito all’Assemblea Federale. Nel frattempo, nei dibattiti, Isabelle Moret ha visto scendere le sue quotazioni, mentre si è assistito all’ascesa di Maudet, divenuto l’avversario più accreditato per il ticinese, una sorta di anti Cassis, con idee diverse. Per esempio, sulla regolarizzazione di canapa e cocaina, oltre che sulla politica estera.

Al 20 settembre però non ci sono state grosse sorprese, con Ignazio Cassis eletto al secondo turno, e il Ticino, per una volta, unito e in festa. Cassis ha ereditato il Dipartimento degli Affari Esteri, quello del suo predecessore.

L’intero cantone lo ha festeggiato, con il treno arrivato da Berna, a Bellinzona, con discorsi ufficiali, e molta, moltissima gente. Una vera festa ticinese, poi proseguita in vari comuni.

L’adesione a ProTell, avvenuta pochi giorni prima dell’elezione, un’associazione a favore della liberalizzazione delle armi, mentre il Consiglio Federale sta creando norme più restrittive, ha scatenato una polemica. Cassis, per evitare strumentalizzazioni, ha fatto un passo indietro.

Ed ora, è ufficialmente cominciata la sua avventura.
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