Cronaca
20.07.2017 - 12:300
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

"Il problema non sono i turisti, bensì un Cantone con regioni splendide che nega la propria vocazione turistica". Verzasca e turismo, il parere di Ferrara

Appena rientrata da un viaggio in Norvegia, la deputata liberale dice la sua: "spendiamo per fare pubblicità al Ticino e quando arriva gente spontaneamente dopo cinque minuti di lamentiamo: siamo un Cantone che vuole starsene per i fatti suoi".

BELLINZONA - E se il problema, non solo della Valle Verzasca ma di tutto il Ticino, non fossero i turisti "maleducati" ma i ticinesi che, in realtà, non li vogliono? Il grande afflusso di gente che, forse spinta dal video in cui la si presentava come le Maldive di Milano, il Valle Verzasca, ha scatenato la reazione dei cittadini.

Ieri abbiamo riportato la lettera di un lettore, che è riassuntiva di quanto si sta sentendo e leggendo sui social: troppa gente, soprattutto troppe auto, rifiuti, sporcizia. E pochi soldi che restano sul territorio, per un turismo mordi e fuggi. Si chiedeva dunque un progetto a lungo termine, atto a valorizzare la regione e a permettere di guadagnare.

Questa mattina, su Facebook ha detto la sua la deputata liberale Natalia Ferrara, rientrata da pochi giorni da un viaggio in Norvegia. Ha voluto paragonare Preikestolen alla Verzasca. Nella prima località,, "oltre 300'000 turisti solo nel 2016 per la scalata al pulpito. Pochissime auto, in ogni caso fino a luoghi ben distanti. Traghetti e bus ogni 20 minuti, escursioni accompagnate a dozzine, campeggi, rifugi, e, sopratutto, neanche una cartaccia - e dico bene una - incontrata in ore di sfacchinata per raggiungere la vetta e tornare a valle. Sentiero in condizioni perfette, nessuna barriera sulla sommità, esperienza simbolo della Norvegia che molti conoscono proprio grazie a questo pezzo di natura", scrive.

Noi ne abbiamo diversi in Ticino, alcuni magnifici ad esempio in Valle Verzasca. E cosa facciamo? Non appena abbiamo l'occasione di promuovere la nostra regione e dunque organizzare il turismo (questo va fatto), ci lamentiamo per l'afflusso", prosegue. "È come se in Piazza Grande, tra pochi giorni, qualcuno proponesse di starsene tutti a casa, con il proprio televisore, anzi, il proprio tablet, che la ressa, sennò, infastidisce".

Per Ferrara, dunque, "il problema non sono i turisti, il problema è un Cantone con un paesaggio splendido che nega la propria vocazione turistica e vuole starsene per i fatti suoi. Ecco, torna comoda di nuovo la Norvegia: nell'estremo nord ho incontrato più renne che persone, prego accomodarsi".

Come accade di regola sui social, si è scatenato il dibattito, con parecchie persone che le danno ragione. Qualcuno accenna al fatto che "il problema principale emerso in Valle Verzasca la scorsa fine di settimana credo sia stato il purtroppo basso grado di educazione di alcuni dei turisti presenti (manifestatosi con posteggi selvaggi e cartacce lasciate sul posto)".

Per Ferrara, è un altro segno di ciò che non va nel turismo ticinese. "I turisti vanno certamente educati, oltre che accolti, ma qualcuno ha verificato quanti cestini in zona? Quanti posteggi regolari per non piazzarla in malo modo? Quante opportunità di ristoro dopo le 12 zero zero per far sì che si spenda in Ticino? Sarebbero punti di partenza... noi invece spendiamo per fare pubblicità al Ticino e quando arrivano spontaneamente dopo 5 minuti ci lamentiamo. Ha dell'incredibile. Eppure no, siamo in Ticino, appunto". Qualcuno ironicamente, ma non molto, le chiede se anche in Norvegia c'è la tassa sul sacco, che ha fatto sparire molti cestini.

Un'abitante della Verzasca pubblica foto, neppure recentissime, di sporcizia e cartacce, persino di una ciabatta che galleggia nell'acqua.

E il socialista Bruno Storni aggiunge che qualcosa, nella regione, si è cercato di fare. "Concetti e proposte di bus navetta per la Valle Verzasca ne sono stati fatti diversi i primi già 30 anni fa, sempre affossatti alla grande . Da qualche anno c'è il sistema Verzasca Area Verde Parkcard che ha ordinato un po' il posteggio selvaggio, ma se lasci salire più autoveicoli che posteggi diventa di nuovo difficile da gestire... anche all'autosilo non entri quando è pieno".

Nella foto: una delle due immagini, suggestive, pubblicate da Natalia ferrara a corredo del suo post
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