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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 20:35
Cronaca
30.12.2017 - 15:020
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

Borradori si schiera contro No Billag e fa una promessa per l'aeroporto

Il sindaco di Lugano, nonostante parecchi esponenti del suo partito siano favorevoli, ritiene che votando sì "si finirebbe col buttar via il bambino con l'acqua sporca". E prende un impegno, "se riparte il volo su Ginevra, fra un anno parleremo di risultati positivi per lo scalo"

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LUGANO – La Lega, e in particolare Lorenzo Quadri, non vedono molto di buon occhio la RSI? Marco Borradori non si è fatto problemi a dire la sua, in una lunga intervista al Corriere del Ticino: a suo avviso, non si dovrebbe votare a favore di No Billag.

“Si finirebbe col buttar via il bambino con l’acqua sporca. La RSI la possiamo senz’altro criticare su alcune scelte, possiamo giudicare inopportuni certi atteggiamenti, possiamo anche ritenere utile la messa in discussione provocata da questa campagna sul canone, ma non credo proprio che la soluzione per correggere queste situazioni sia quella di chiudere l’azienda. Quanto produce la RSI nel suo complesso – sia in termini culturali sia per i posti di lavoro che garantisce, molti dei quali relativi a persone domiciliate a Lugano e nella regione – è un valore che una minoranza all’interno del sistema elvetico farebbe bene a conservare, pur senza per questo rinunciare a critiche puntuali”, spiega.

Borradori, a lungo sulal cresta dell’onda in politica, è pronto a lasciare? “Quando l’energia che mi ha sempre sostenuto, dandomi lucidità, passione ed entusiasmo nello svolgere il mio lavoro diminuirà, allora sarà arrivato il momento di fare un passo indietro”, assicura. Il momento non sembra comunque ancora arrivato.

Il sindaco ha parlato della Città che dirige. Si prende un impegno: “Personalmente resto convinto dell’opportunità di avere un aeroporto. Se riusciremo a ripristinare il volo per Ginevra – come ritengo sia possibile – vedrà che tra un anno saremo qui a parlare positivamente dell’aeroporto. Mi prendo quest’impegno, non mi sono mai nascosto. Siamo tutti consapevoli dei limiti di Agno e nessuno vuole buttarsi in avventure irrealistiche. Si tratta invece di consolidare una struttura dimensionata alle esigenze della realtà ticinese. In ogni caso sia io sia il Municipio non vogliamo un accanimento terapeutico e tanto meno buttare via i soldi dei contribuenti. Il piano di rilancio è evidentemente in gran parte condizionato dalla possibilità di ripristinare il volo per Ginevra. Il fatto che il Cantone di recente abbia finalmente detto pubblicamente di voler sostenere l’aeroporto è comunque un’iniezione di fiducia in quello che stiamo facendo. E poi ci sono molti posti di lavoro in gioco”.

Un evento positivo accaduto nel 2017 è l’avvio dell’Ente autonomo del LAC, e si nota la volontà di costruire, col via libera a polo turistico e congressuale e del polo sportivo e degli eventi. Nega che i mandati diretti al LAC siano una sorta di caso Argo 1 a livello comunale, anche se la guardia è alta.

Ma Lugano, se non si adegua ai cambiamenti futuri, rischia di divenire una città senz’anima, lo dice senza mezzi termini. “Se ci rendiamo conto della necessità di continuare ad adeguarci, se tutti assieme sapremo costruire guardando avanti, evitando di cullarci nella nostalgia di ciò che non tornerà più, sono convinto che saremo anche capaci di dare un’identità sociale e culturale alla città che vivremo tra una decina di anni. Nel caso contrario qualche rischio c’è di ritrovarci con una città senz’anima”. E in un certo senso le difficoltà dei commerci locali ne sono un segno, ma Borradori spiega come un ente pubblico può farci davvero poco.
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