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02.05.2018 - 16:380
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Con "Non lo so", i Blues Brothers "vanno all'estero. Siamo all'oscuro di quel che stanno preparando gli autori... Saremo noi stessi, preparati ma a cuor leggero"

Per quattro martedì, Maxi B e Michaeal Casanova saranno in diretta tv e radio. "Saremo nello studio del Guinnes, almeno vogliamo essere a casa nostra! Si sta creando il BB style, non è voluto, ma viene dal fatto che non vogliamo copiare nessuno. Il nostro è un divenire" E svela che "ci sono già due o tre idee sul tavolo di Pelli"

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MELIDE – I Blues Brothers, dopo il pieno d’affetto del record di ore in diretta, tornano in… radio e in tv. Su Teleticino infatti andranno in onda per quattro martedì con “Non lo so”, una trasmissione dove non sapranno nulla, appunto. E cosa faranno? Dovranno improvvisare, basandosi sul feeling di coppia e sulla spontaneità.

Maxi B ci parla della nuova avventura.

Allora, che cosa vedremo?
“Prima di tutto, non sarà solo su Teleticino, ma anche in contemporanea anche su Radio 3iii, per un programma sperimentale. Per la prima volta, o per una delle rare volte, i due conduttori, io e Michael Casanova, non sanno assolutamente niente. La preparazione che stanno facendo gli autori è all’oscuro di noi, sappiamo che ci saranno degli ospiti, che Matteo Pelli farà da train d’union fra essi, noi e l’esterno, che sarà girato nello studio del Guinnes, su richiesta nostra: visto che non sappiamo niente, vogliamo essere a casa nostra! Questo è quanto, il “Non lo so” è reale, sarà tutto basato sull’improvvisazione, che è una caratteristica dei BB, lo abbiamo visto al Guinnes, dove non abbiamo mai letto un foglio, è stato tutto frutto del caso. Stiamo imparando a raccogliere informazioni e creare puntate, vedremo con l’aiuto della gente e dell’entusiasmo che cosa uscirà. Non sapremo cosa accadrà da lì a cinque minuti…”

E questo non vi crea un po’ di ansia?
“No, stiamo lavorando tanto su questo aspetto, ovvero essere preparati ma dare contemporaneamente tantissimo spazio a quelle che sono le influenze esterne. È l’ennesima scuola, ci sarà tanta tv oltre che radio. Col Guinnes abbiamo fatto un apprendistato, oltre che col morning show, e ora è come partire per l’estero per verificare se quanto abbiamo imparato può interessare ancora a più gente. La prendiamo così, con i soliti sorriso e leggerezza. Vogliamo che gli input che ci arrivano non siano filtrati, ma essere noi stessi, può essere un’arma in più”.

Il Guinnes era l’apprendistato, questo è il viaggio all’estero, e poi? Dove vogliono arrivare i Blues Brothers?
“È sempre un divenire, dire che abbiamo un traguardo vuol dire che ci stiamo accontentando. In realtà vogliamo imparare questo mestiere sempre più, con le nostre caratteristiche, l’elasticità, l’autoironia, il non prenderci sul serio prima di tutto noi. Vorremmo che chi è coinvolto capisca che non prendersi sul serio fa uscire i  veri talenti senza ostentarli. Per noi, l’umiltà e essere spontanei viene al primo posto. Bisogna poi essere preparati, ovvio, ma c’è anche un cuor leggero, il non sentirsi obbligati a strappare il sorriso. L’happiness di fare questo mestiere deve risaltare subito, anche a chi ci vede e ascolta”.

Come si fa a prepararsi a improvvisare?
“Ci siamo dati delle regole, come letture di quotidiani tutti i giorni, per essere sul pezzo su quel che succede nel mondo e in Ticino. Poi esserlo noi due, ci basta uno sguardo o una parola per capire cosa verrà fuori, da che parte andremo. È una conoscenza anche di noi stessi, dei difetti, cavalcarli, senza aver paura di farli vedere, così che le persone dicano ‘ah quel problema ce l’ha anche lui, non solo io’, non vogliamo essere sopra la gente ma con la gente”.

Parlavi del vostro felling, qualcosa di simile può nascere con chiunque oppure voi due vi siete semplicemente trovati?
“Con chiunque non lo so. Noi ci conosciamo da quasi 5 anni, da quando lui leggeva i risultati sportivi e io ero lo speaker. Poi mentre passano le canzoni si è cominciato a parlare, ed è nato il feeling. Possiamo definirci fratello maggiore e minore, abbiamo un sacco di interessi in comune e la voglia di non arrivare mai. Quando lavori con l’arte, questo è un punto di partenza”.

Avete fatto poca tv sinora, che sfida sarà anche essere sul piccolo schermo?
“Facevo delle ospitate come artista, prima di Teleticino non l’avevamo mai fatta. Stiamo portando lo spirito della radio in tv, questa trasmissione è un concentrato con il nostro modo di fare radio, che è tutto nostro, il BB style. È uscito perché non vogliamo copiare nessuno, anche con qualche trasmissione che va male”.

Dopo il Guinnes, vi vogliono tutti, state facendo tantissime serate, siete diventati l’arma in più di Radio 3iii e Teleticino. Ve lo aspettavate?
“Non ce lo aspettavamo, non abbiamo guardato quello facendolo. Sapevamo che ci saremmo messi alla prova, che la gente o ci avrebbe voluto bene o avrebbe trovato mille difetti. È andata bene, e stiamo mettendo la nostra professionalità anche nelle serate, nell’intrattenimento che comunque abbiamo sempre fatto. Quello che ci siamo detti prima e dopo il Guinnes era di non cambiare, di diventare sempre più bravi ma restando con i piedi per terra e quello che siamo. Un cambiamento porterebbe allo sfascio della coppia e, cosa che temiamo di più, del nostro rapporto col pubblico, fatto di rispetto lavorativo ma anche di amicizia e complicità”.

Ma da 1 a 10, in popolarità, quanto vi ha aiutato?
“Uno potrebbe dire 10, ma a dire il vero già prima abbiamo costruito bene. Il Guinnes è un punto di partenza, abbiamo messo sul tavolo del direttore due o tre idee, che non posso dire… le sa solo Pelli, vuoi convincerlo a dirle? Sarà dura. Qualcosa che noi facciamo molto è trovarci, io e Michael, trovarci dopo il lavoro, a mangiare, al cinema con gli amici, per essere sempre attivi e guardare cosa va di moda e cosa possiamo fare, per creare e ricreare nuove situazioni”.

PaolaBernasconi
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