Il deputato di MontagnaViva ha scritto ai media. "Sono subissato da telefonate, ma sono tenuto al silenzio istruttorio per cui non rilascio dichiarazioni. Mi aspetto una presa di posizione da chi di dovere"

SOMEO – Germano Mattei è sommerso di telefonate in merito al possibile caso di galoppinaggio che ha denunciato, in cui è coinvolto Armando Dadò.
Secondo quanto si sa dall’indagine, si pensa che Dadò abbia suonato alla porta di un’anziana signora, che abbia aperto il figlio visto che la donna è ospite presso la casa anziani, che l’editore abbia chiesto e ottenuto le schede di entrambi, facendo firmare la scheda di legittimazione all’uomo e forse successivamente la sua all’anziana.
Armando Dadò ha dato la sua versione. Il figlio dell’anziana signora lo avrebbe chiamato per due chiacchiere, era presente anche il figlio di Mattei, e avrebbe completato la scheda in sua presenza, per poi chiedergli la cortesia di portare il materiale elettorale alla madre. Anche la donna avrebbe apposto le crocette, domandandogli l’ulteriore favore di depositarla nella bucalettere.
Due visioni totalmente diverse. E Mattei? Ha inviato un’email ai media.
“È tutta la mattina che sono subissato da telefonate. Ribadisco che tenuto al silenzio istruttorio non rilascio dichiarazioni. Ho rispetto per il vostro lavoro e ruolo ma l’impegno imposto dal Procuratore Nicola Respini è sopra ogni mia opinione in merito. Mi si citano dichiarazioni e interviste di una delle parti in causa, che naturalmente racconta la sua versione. Non capisco perché questa persona non sia ancora stata interrogata e sottoposta al similare silenzio come al sottoscritto. Che aspetta la procura pubblica a sentirlo? Mi aspetto una dichiarazione in merito da chi di dovere in quanto il tutto comincia a pesarmi non poco”, scrive.
Dicendosi poi deluso. “Alla stampa dico solo che mi sarei aspettato altrettanta solerzia e interesse sul fatto che con MontagnaViva andiamo a camminare nel territorio - sto ora percorrendo il sentiero per Rasa e Palagnedra- o perché incontriamo i frontalieri in Vigezzo, presenti Senatori della Repubblica, Sindaci e responsabili dei frontalieri stessi. Solo il Ticino snobba alla grande! Con tutta cordialità saluto anche con un po’ di delusione. Siamo magari microbi, ma non per questo assenti dal territorio, anzi!”