Sarebbe quanto detto dall'amico del padre del presidente pipidino quando è stato interrogato. Germano Mattei ha ritirato la segnalazione alla Procura lo stesso giorno in cui l'ha inoltrata, ma l'indagine va avanti comunque

SOMEO – Un caso di galoppinaggio oppure un favore a un amico? Due versioni contrastanti per un pomeriggio passato assieme in una casa di Someo, la Procura indaga. Oggi La Regione svela nuovi dettagli: si apprende che Germano Mattei, dopo aver segnalato alla Magistratura quanto accaduto (e riferitogli dal figlio che era presente), si è chiarito con Armando Dadò e ha ritirato la segnalazione stessa il medesimo giorno in cui l’aveva inoltrata. L'indagine prosegue comunque.
Cosa è accaduto veramente? Il padre del presidente del PPD è stato invitato da un amico a salire in casa e durante una chiacchierata l’uomo ha compilato la sua scheda elettorale, chiedendo poi a Dadò di portare il materiale elettorale alla madre che è ospite in casa anziani, la quale dopo aver apposto le sue crocette gli ha a sua volta domandato di imbucarla? Oppure l’ex esponente PPD ha preso le schede “vergini” dei due?
Stando alla versione che traspare dall’interrogatorio dell’amico di Dadò, la seconda. L’editore non sarebbe stato invitato, bensì si sarebbe presentato alla porta dell’uomo. Le schede elettorali che ha portato a casa, compresa quella dell’anziana madre, erano “vergini”, cioè non era ancora stata apposta nessuna crocetta, solo le schede di legittimazione erano completate (a quanto pare, si è recato in casa anziani per avere la firma della signora).
Un racconto che parrebbe essere vicino a quanto segnalato da Mattei. Per quanto concerne il figlio di quest’ultimo, Dadò ha detto ieri di non averlo riconosciuto sino al momento in cui egli ha affermato di votare per il padre.