Come mai? Per la serie televisiva in cinque puntate dal titolo “Il Guardiacaccia”, appena andata in onda e che ha dato a loro avviso un’immagine distorta della categoria, “accomunando i bracconieri ai cacciatori (definiti nel 4° episodio come “squali accecati dal sangue”) e lasciando intendere che quest’ultimi sono da considerare alla stregua di criminali disposti a tutto per abbattere una preda, persino dediti all’alcol, capaci di sparare anche a un guardiacaccia o addirittura di uccidere una ragazza inerme (e in questo caso, visto che al peggio non c’è limite, è stato davvero toccato il fondo)”, si legge in una lettera aperta inviata dal presidente della Federazione Cacciatori Ticinese Fabio Regazzi a Maurizio Canetta, e in copia a Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI, e ai media.