BELLINZONA - Il nuovo corso del PPD è cominciato proprio laddove ci sarà il primo appuntamento elettorale importante dell'era Dadò, ovvero le elezioni di Bellinzona. Erano in 500 i simpatizzanti accorsi ieri al Congresso Cantonale tenutosi all'Espocentro di Bellinzona, per acclamare il nuovo presidente, che con un distacco a sorpresa aveva battuto gli altri quattro candidati, e soprattutto Filippo Lombardi, era stato eletto un mese fa circa. Dadò ha svelato chi lo affiancherà: i vicepresidenti saranno due, entrambi giovani. Si tratta di Giorgio Fonio, sindacalista OCST, e di Marco Passalia, vicedirettore della Camera di commercio. Mancano ancora alcuni nomi per completare l'ufficio presidenziale. Il presidente è stato chiaro, si lavorerà in miniera, ha detto, parlando di un'opera di rinnovamento da compiere all'interno del partito. «Ognuno nei suoi ambiti, ognuno secondo le sue possibilità, ma in modo schietto, senza scuse e mettendo in secondo piano le nostre ambizioni personali, dovremo tutti assieme occuparci del nostro partito come se si trattasse di un nostro caro, di un nostro amico, che si trova nel bisogno», ha chiarito: da solo, ha aggiunto, non potrà fare nulla. Ha puntato il dito contro la comunicazione, che nonostante la buona volontà sta portando secondo lui a poco, e ha insistito sulle necessità economiche per portare avanti il PPD. Diversi i temi, tutti forti, toccati nel suo discorso, più articolato e ragionato di quello pronunciato sull'onda dell'emozione al momento dell'elezione, anche se non è mancata la richiesta di applauso per Lombardi. Dadò ha parlato di un paese che sta sprofondando, con un «imbarbarimento che sta minando i principi di solidarietà, libertà, equità, onestà e giustizia». La priorità è tornare ad essere popolari, il che non equivale a essere populisti e gridare, bensì «proporre delle soluzioni concrete e comprensibili a tutti per contribuire allo sviluppo e alla prosperità del nostro Paese, ma anche saperci opporre con determinazione e senza posizioni ondivaghe alle palesi ingiustizie e distorsioni che oggi stanno impoverendo la nostra gente e abbruttendo il nostro Paese». Come strumenti di lotta che il PPD utilizzerà ha elencato senza remore petizioni, iniziative e referendum. «Di fronte alle asfissianti burocrazie che impediscono alle nostre imprese, alle imprese dei ticinesi, di prosperare ed essere concorrenziali, di fronte al continuo incessante e intollerabile saccheggio alle tasche dei cittadini ad opera delle Casse Malati, di fronte alla gravissima ingiustizia di pedofili in libertà, di automobilisti incriminati e messi alla gogna, bonus stratosferici e ingiustificati, davanti alle disparità sociali e alle migliaia di nostri cittadini senza più lavoro e speranza, è impensabile continuare a tacere», ha tuonato. Posizioni nette, decise: il nuovo corso pare tracciato.