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22.10.2017 - 09:000
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:43

"È un complotto! Si vogliono colpire il PPD e il suo presidente Dadò, uno che raccoglie consensi"

Lo sostiene l'ex deputato pipidino Luigi Soldati in merito ad Argo 1 in una scoppiettante opinione. "La Regione è ormai il megafono del PS e di Pronzini, al limite della diffamazione. Il Corriere sta svelando uno scenario inquetante. Si indaga la funzionaria perché è la compagna di Dadò"

BELLINZONA – Un accanimento eccessivo e ingiustificato. È quello che scrive in un’opinione sul Corriere del Ticino di ieri l’ex deputato pipidino Luigi Soldati parlando del caso Argo 1.

Infatti, a suo dire, “oggi stanno facendo approfondimenti la Magistratura, un perito esterno, la Sottocommissione di vigilanza e addirittura una Commissione parlamentare d’inchiesta. La domanda a questo punto è: come mai nonostante tutto questo dispiegamento di forze, vi è tutto questo accanimento da parte di certi media contro chi, fin dall’inizio, ha ammesso i propri errori?”.

Ovvero, Paolo Beltraminelli, che non ha mai negato che siano stati commessi degli sbagli amministrativi, anche se “il Cantone, pur commettendo gravi errori amministrativi, ha svolto i compiti che gli sono demandati dalla Confederazione e i soldi pubblici, stando a quanto riferito dalla Magistratura, sono finiti nelle tasche di chi ha fornito delle prestazioni reali. Non quindi nelle tasche di qualche funzionario, come la RSI e La Regione hanno insinuato e come purtroppo è capitato con lo scandalo dei permessi falsi”.

Ce l’ha anche, appunto, con la RSI, che a suo dire nel servizio ormai famoso di Falò ha solo lanciato delle insinuazioni, e con la Regione, “divenuta oramai il megafono del Partito socialista e del sindacalista UNIA Matteo Pronzini; si è accanito sfoderando una cattiveria al limite della diffamazione”. Loda invece il Corriere del Ticino, il quale “denuncia uno scenario inquietante e lascia intravedere un’organizzazione complottistica che, se venisse confermata, spiegherebbe diverse cose”.

Un complotto, per Soldati, ai danni del PPD. Di Beltraminelli ma non solo, anzi, soprattutto del presidente del partito. “Come mai, pur dinanzi al decreto d’abbandono del procuratore generale Noseda, che riporta l’inequivocabile completa estraneità ai fatti, certi giornalisti perseverano nel gettare ombre e dubbi su una funzionaria che non ha avuto nessun ruolo nell’attribuzione del mandato? Forse perché è la compagna del presidente del PPD? Lo capisce anche l’anima più candida che la questione è politicamente ghiotta e ben orchestrata e che si vuole colpire il PPD e il suo presidente Dadò che infastidisce con la sua schiettezza e raccoglie consensi”.

Accuse gravi, senza dubbio. Soldati si chiede anche come mai nessuno abbia mai pensato di aprire un'inchiesta sul capoufficio. 
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