Il leghista si rammarica per la bocciatura dell'iniziativa sull'autodeterminazione: "a noi hanno già annientato il voto sulla preferenza indigena, era bello avere una reazione"

LUGANO – La Lega non ha commentato ufficialmente con comunicati i risultati del voto di ieri. Lo ha fatto Lorenzo Quadri su Facebook, parlando di una giornata triste e di bandiere a mezz’asta.
“L'iniziativa per l'autodeterminazione purtroppo non ce l'ha fatta. Certo, era prevedibile che sarebbe andata a finire così; la casta, con dovizia di mezzi finanziari, per mesi ha bombardato i cittadini con propaganda di regime, terrorismo, ricatti morali e fake news”, esordisce.
“C'è almeno la soddisfazione che in Ticino la percentuale di sì è nettamente superiore alla media nazionale (il 13% in più). Anche se sarebbe stato bello che i ticinesi, che si sono visti annientare il fondamentale voto sulla preferenza indigena dalla partitocrazia proprio in nome di fallimentari accordi internazionali, avessero reagito dando un chiaro segnale a sostegno dell'autodeterminazione, e quindi dei nostri diritti popolari e della nostra sovranità”, prosegue.
Ed ora? “Adesso si rischia (per usare un eufemismo) che i giudici del Tribunale federale - messi lì dalla partitocrazia euroturbo col sistema del mercato delle vacche - facciano sempre passare il diritto internazionale davanti alla Costituzione”.
“Non è un bel giorno per la democrazia e non è un bel giorno della Svizzera. I diritti popolari escono sconfitti dalle urne, mentre i camerieri di Bruxelles festeggiano a caviale e champagne”, si rammarica.
Ma, come ha sottolineato più volte l’UDC, non molla. “Bandiera a mezz'asta. Anche se, ovviamente, la battaglia contro l'asservimento all'UE e contro la devastante libera circolazione delle persone continua”.