POLITICA
Canone, perché si litiga: Regazzi vs Fazioli. Video
Claudio Mésoniat ha intervistato per il Federalista il senatore e il giornalista sul voto dell'8 marzo sull'iniziativa 200 franchi bastano
TIPRESS

A cura della Redazione del Federalista - È piuttosto raro che Il Federalista faccia ricorso alla comunicazione audiovisiva. Se lo facciamo oggi è perché la votazione sulla riduzione del canone SSR/RSI, in votazione l’8 marzo, di settimana in settimana ha assunto toni da battaglia campale. Perché? Si tratta solo, o principalmente, di una questione di soldi? Ne parliamo, in un video, con due protagonisti della campagna, Fabio Regazzi e Michele Fazioli.

A scatenare il conflitto è la proposta di ridurre l’imposizione che grava su tutte le economie domestiche e serve principalmente a finanziare la radiotelevisione di servizio pubblico: da 335 a 200 franchi annui, con l’esenzione per le aziende, oggi imposte a dipendenza della cifra d’affari. Per la SSR, ciò comporterebbe un taglio di oltre 600 milioni sui 1’300 finora incassati.

In realtà, a muovere le forze politiche e gli ambienti culturali all’origine dell’iniziativa – come spiega l’imprenditore e politico Fabio Regazzi – vi è un disagio verso la SSR, accusata in particolare di venir meno al proprio mandato producendo un’informazione politicamente sbilanciata a sinistra. A difesa dell’ente radiotelevisivo di servizio pubblico si schierano invece gran parte del mondo culturale e degli schieramenti politici che mettono l’accento sull’impostazione federalista della SSR, grazie alla quale la minoranza linguistica italiana può beneficiare di fondi cinque volte superiori al canone raccolto nella Svizzera italiana. Su questa lunghezza d’onda si colloca anche Michele Fazioli, giornalista e volto storico della RSI.

 

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