L’UDC ticinese approva il progetto di un nuovo soggetto politico del centrodestra. Marco Chiesa raccoglie il testimone di Piero Marchesi

SANT’ANTONINO – L’UDC ticinese dà il proprio via libera alla costruzione di una “casa comune” del centrodestra insieme alla Lega. La decisione è arrivata nella serata di martedì 1° settembre a Sant’Antonino, dove il Comitato cantonale ha approvato il progetto presentato dalla Direttiva del partito.
Nel corso della riunione, i delegati hanno anche ratificato Marco Chiesa nel ruolo di presidente ad interim, accogliendo la proposta formulata dalla Direttiva. Chiesa raccoglie così il testimone di Piero Marchesi, al quale il Comitato cantonale ha rivolto il proprio ringraziamento per i dieci anni trascorsi alla guida dell’UDC Ticino, augurandogli buon lavoro in vista dell’ingresso in Consiglio di Stato.
Nel suo ultimo intervento da presidente, Marchesi ha tracciato un bilancio del percorso compiuto dal partito dal 2016 a oggi. "Venivamo da elezioni cantonali attorno al 5%. Alle ultime federali abbiamo superato il 15%", ha ricordato, sottolineando la nascita di 35 sezioni comunali e la crescita dell’UDC sul territorio e nelle istituzioni.
"Dal 7 ottobre l’UDC avrà un consigliere di Stato, due consiglieri nazionali e un consigliere agli Stati: quattro rappresentanti ai massimi livelli istituzionali. Nessun altro partito ha questi numeri", ha affermato Marchesi.
L’ormai ex presidente ha ricordato anche alcune delle principali battaglie condotte dal partito attraverso iniziative e referendum, citando “Prima i nostri”, il Decreto Morisoli, la riforma fiscale e la neutralizzazione delle nuove stime immobiliari. Secondo Marchesi, le posizioni dell’UDC sui temi concreti rappresentano la maggioranza dei ticinesi. La prossima sfida sarà quindi trasformare questo consenso in ulteriore forza elettorale.
Il progetto con la Lega
Il cuore politico della serata è stato il progetto per la nascita di una “casa comune” del centrodestra ticinese. Nelle intenzioni dell’UDC, il nuovo soggetto non dovrà rivolgersi soltanto agli attuali sostenitori democentristi e leghisti, ma a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori e nelle proposte di quest’area politica. Il progetto dovrà rappresentare il Ticino all’interno dell’UDC Svizzera, rispettandone statuti e programma nazionale, ma valorizzando allo stesso tempo le specificità cantonali.
La nuova realtà viene delineata come "conservatrice, popolare, identitaria, democratica e liberale in economia". Tra le priorità figurano la tutela del lavoro per i ticinesi, la difesa del ceto medio e delle piccole e medie imprese, la sicurezza, il contenimento della spesa pubblica e della burocrazia, una fiscalità attrattiva e una politica sociale concentrata sui bisogni della popolazione residente.
Completano il programma la difesa dell’indipendenza, della sovranità e della neutralità svizzera, insieme al controllo dell’immigrazione e al contrasto di quello che il partito definisce il “caos asilo”.