Sergi e Pronzini presentano un’interpellanza dopo le pesanti testimonianze sull’ex docente. Nel mirino anche la gestione della direzione scolastica e del DECS

BELLINZONA – Quando sono arrivate le prime segnalazioni? Come sono state gestite? Sono emersi ritardi, omissioni o responsabilità istituzionali? E perché, nonostante le denunce attribuite ad allievi e insegnanti, i presunti comportamenti inadeguati sarebbero proseguiti per anni?
Il caso dell’ex docente del CSIA approda in Gran Consiglio. I deputati dell’MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini hanno presentato un’interpellanza urgente al Consiglio di Stato, chiedendo una ricostruzione pubblica della vicenda e delle modalità con cui sarebbero state affrontate le segnalazioni riguardanti un ex docente.
L’atto parlamentare prende le mosse dall’inchiesta pubblicata da laRegione, che ha raccolto testimonianze relative a presunti comportamenti sessisti, umilianti e lesivi della dignità di alcune allieve del Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano (vedi articoli suggeriti)
“Interrogativi che esigono risposte chiare”
Secondo quanto emerso, i comportamenti contestati si sarebbero protratti per diversi anni. Alcune segnalazioni da parte di studenti e insegnanti risalirebbero persino al periodo compreso tra il 2000 e il 2008. Per Sergi e Pronzini, la vicenda non riguarda dunque soltanto la condotta attribuita all’ex professore. A dover essere chiariti sono anche “i tempi e le modalità con cui la direzione scolastica e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport avrebbero reagito alle informazioni ricevute”.
“Le gravi testimonianze raccolte sollevano, ancora una volta, interrogativi che meritano risposte chiare da parte delle autorità cantonali”, scrivono i due deputati. Il DECS ha confermato l’esistenza di una procedura disciplinare e la cessazione del rapporto d’impiego del docente, senza fornire ulteriori indicazioni sulle circostanze del caso, richiamandosi agli obblighi legali e alla tutela della riservatezza.
“La riservatezza non impedisca la trasparenza”
L’MPS riconosce la necessità di tutelare i dati personali e rispettare le garanzie previste dalle procedure disciplinari. Ritiene tuttavia che questi vincoli non possano impedire di verificare pubblicamente il funzionamento delle istituzioni. “La riservatezza non deve impedire di fare chiarezza sulla tempestività degli interventi e sull’eventuale esistenza di responsabilità nella gestione delle segnalazioni”, sostengono Sergi e Pronzini. Secondo i due deputati, la gravità degli episodi denunciati e la loro presunta ripetizione nel tempo impongono una ricostruzione trasparente. Un passaggio ritenuto necessario anche per ristabilire la fiducia di allievi, famiglie e personale scolastico nei meccanismi di protezione predisposti dallo Stato.
Le domande al Governo
L’interpellanza chiede innanzitutto al Consiglio di Stato di indicare quando siano giunte le prime segnalazioni alla direzione del CSIA e al DECS, quali verifiche siano state svolte, con quali tempistiche e attraverso quali misure di protezione degli studenti.
Sergi e Pronzini domandano inoltre se il Governo abbia accertato che tutti i livelli istituzionali coinvolti abbiano agito correttamente e tempestivamente. Qualora fossero emerse omissioni, ritardi o responsabilità, chiedono di conoscere i provvedimenti adottati. Infine, l’MPS sollecita la pubblicazione di un rapporto che ricostruisca la gestione del caso, nei limiti consentiti dalla legge, e illustri gli accorgimenti previsti per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.