Dieci domande al Consiglio di Stato: dal sostegno alle forze dell'ordine alle eventuali responsabilità della manifestante, una docente di scuola dell'infanzia, fino ai costi del dispositivo di sicurezza

Il caso Camignolo continua ad alimentare lo scontro politico. Dopo le prese di posizione dei sindacati di polizia e le critiche suscitate dai decreti d'accusa firmati dal procuratore generale Andrea Pagani nei confronti di due agenti, uno della Polizia cantonale e uno della Polizia comunale di Lugano, interviene anche la Lega dei Ticinesi. Lo fa con un'interrogazione parlamentare presentata oggi, 2 novembre, dal deputato Omar Balli a nome del gruppo leghista, che pone dieci domande al Consiglio di Stato.
Al centro dell'atto parlamentare c'è l'intervento del 13 ottobre 2025 alle scuole medie di Camignolo, dove una manifestazione pro-Palestina si era svolta in occasione di una conferenza del PLR alla presenza del consigliere federale Ignazio Cassis. Due agenti sono ora accusati di abuso di autorità e vie di fatto per le modalità con cui era stata fermata e ammanettata una manifestante.
La Lega richiama anzitutto le risposte fornite dal Governo l'11 febbraio scorso a due precedenti interrogazioni parlamentari. In quell'occasione, ricorda Balli, il Consiglio di Stato aveva sostenuto che la donna si era introdotta in un perimetro di sicurezza riservato e si era rifiutata di abbandonarlo. Pur riconoscendo che le modalità dell'intervento potessero apparire severe, il Governo aveva ritenuto necessario il fermo per ripristinare il dispositivo di sicurezza.
Da qui il primo interrogativo politico: il Consiglio di Stato conferma quella valutazione anche alla luce dei successivi sviluppi giudiziari? E quale sostegno intende garantire ai due poliziotti coinvolti?
L'interrogazione insiste inoltre sulle difficoltà operative degli agenti, chiamati ad assumere decisioni immediate in situazioni di tensione. Secondo la Lega, il rischio è che procedimenti penali di questo genere finiscano per scoraggiare gli interventi delle forze dell'ordine, alimentando il timore di conseguenze personali e professionali.
Ma Balli sposta l'attenzione anche sul comportamento dei manifestanti. Richiamando alcune testimonianze pubblicate, chiede se siano stati svolti accertamenti su eventuali insulti, minacce e provocazioni rivolti agli agenti, compreso l'utilizzo di espressioni particolarmente offensive.
Un capitolo specifico riguarda la manifestante fermata, che esercita la professione di docente di scuola dell'infanzia. La Lega domanda se siano state valutate eventuali conseguenze giuridiche per il suo comportamento e, qualora sia impiegata nella scuola pubblica ticinese, se il Dipartimento dell'educazione sia stato informato e abbia verificato possibili implicazioni sul piano professionale. Balli precisa che non intende mettere in discussione la libertà di opinione e il diritto di manifestare dell'insegnante.
Infine, l'interrogazione affronta la questione dell'autorizzazione della manifestazione, i costi del dispositivo di sicurezza, l'eventuale possibilità di addebitare spese supplementari ai responsabili di comportamenti illeciti e le garanzie economiche e professionali offerte agli agenti sottoposti a procedimenti giudiziari.
La Lega chiede dunque al Governo di chiarire la propria posizione su una vicenda che ha ormai assunto una dimensione non soltanto giudiziaria, ma anche politica e istituzionale.
Ecco le dieci domande rivolte al Consiglio di Stato:
Sostegno agli agenti. Il Governo conferma la valutazione espressa nelle risposte dell'11 febbraio 2026, secondo cui il fermo della manifestante era necessario per ripristinare il dispositivo di sicurezza? Quale sostegno concreto, giuridico e istituzionale viene garantito ai due agenti coinvolti?
Tutela della Polizia. Non ritiene il Consiglio di Stato che procedimenti penali nei confronti di agenti intervenuti nell'esercizio delle loro funzioni possano generare un clima di insicurezza e scoraggiare interventi necessari alla tutela dell'ordine pubblico? Quali misure intende adottare per evitare questo rischio?
Responsabilità dei manifestanti. Sono stati identificati o denunciati partecipanti alla manifestazione di Camignolo per eventuali insulti, minacce, provocazioni o comportamenti contrari alla legge nei confronti degli agenti? In particolare, sono stati effettuati accertamenti sulle espressioni offensive che, secondo alcune testimonianze, sarebbero state rivolte ai poliziotti?
Comportamento della docente. Il Governo conferma che la manifestante fermata, di professione insegnante, aveva oltrepassato il perimetro di sicurezza e si era rifiutata di seguire le indicazioni della Polizia? Sono state valutate eventuali conseguenze giuridiche derivanti da tale comportamento? Con che esito?
Responsabilità professionale. Qualora la docente sia impiegata nella scuola pubblica ticinese, il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport è stato informato dell'accaduto? È stata verificata l'eventuale rilevanza del comportamento tenuto rispetto ai doveri professionali, fermo restando il pieno rispetto della libertà di opinione e dei diritti individuali?
Manifestazione non autorizzata. Per quale motivo è stato consentito lo svolgimento della manifestazione non autorizzata nelle immediate vicinanze di un evento che richiedeva particolari misure di sicurezza? Sono state accertate eventuali responsabilità degli organizzatori o di singoli partecipanti?
Costi a carico dei contribuenti. A quanto ammontano complessivamente i costi del dispositivo di sicurezza impiegato a Camignolo? È stata valutata la possibilità di addebitare agli eventuali responsabili di comportamenti illeciti i costi supplementari da essi provocati, nei limiti consentiti dalla legislazione applicabile?
Parità di trattamento. Il Governo può confermare che ogni eventuale comportamento illecito viene perseguito con la medesima attenzione, indipendentemente dal fatto che a commetterlo sia un manifestante oppure un agente di Polizia?
Conseguenze per il servizio. Quali garanzie offre il Consiglio di Stato affinché gli agenti che intervengono in buona fede, nel rispetto delle direttive e nell'adempimento dei loro compiti, non debbano sopportare da soli le conseguenze economiche e professionali di procedimenti giudiziari?
Fiducia nelle forze dell'ordine. Il Consiglio di Stato non ritiene necessario ribadire pubblicamente la propria fiducia e il proprio sostegno alla Polizia cantonale e alle Polizie comunali, ricordando che il rispetto delle forze dell'ordine costituisce un elemento fondamentale per garantire la sicurezza di tutti i cittadini?