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Politica
05.12.2017 - 11:460
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il PPD preoccupato per il sondaggio su NoBilag. "RSI, non pagare più il canone ai tuoi dipendenti: non bisogna fornire argomentazioni ai favorevoli"

Il partito ritiene che il 57% che voterebbe sì è un segnale, e che la SSR non sopravviverebbe in caso l'iniziativa passasse. "È importante sgombrare il campo da ogni buccia di banana: come si può chiedere alla popolazione uno sforzo finanziario se i primi a non farlo sono i dipendenti stessi?"

BELLINZONA – Il PPD è preoccupato per i risultati scaturiti dal sondaggio reso noto da alcuni domenicali: il 57% degli interpellati (ricordiamo che mancavano ticinesi e over 65…) e si rivolge, con una nota, alla RSI, invitandola a far pagare il canone ai suoi dipendenti.

“Il netto sostegno è un indice che va tenuto in debita considerazione e non può essere banalizzata”, avvisa il partito, che sottolinea come è pronto a impegnarsi per il no, ritenendo la televisione pubblica “indispensabile per il corretto funzionamento della nostra democrazia e per assicurare la pluralità culturale alla base del nostro Paese”:  c’è infatti la convinzione, che con un sì, la SSR non sopravviverebbe e a farne le spese sarebbe l’espressione della lingua italiana.

Ma anche la RSI deve fare la sua parte, scrivono i pipidini. “La RSI deve evitare di fornire su un piatto d’argento argomenti ai favorevoli all’iniziativa. È totalmente anacronistico, e anche provocatorio, che la maggioranza dei dipendenti della SSR (in Ticino della RSI) non paghino il canone radiotelevisivo. È come dire che i dipendenti pubblici possano beneficiare di uno sconto sulle imposte o che ricevano un sussidio dello Stato per pagarle; nessuno accetterebbe e mai si sognerebbe di fare una simile proposta”.

“È un problema di credibilità edi esempio: come si può chiedere a tutta la popolazione di fare uno sforzo finanziario per sostenere la nostra Televisione se i primi a non compiere questo sforzo sono i dipendenti della SSR?”, si chiede il partito. Dunque, “il PPD si appella quindi alla RSI e alla sua Direzione affinché, da subito, senza attendere la revisione del CCL o altre scappatoie pretestuose, sia soppresso il canone del canone ai dipendenti da parte dell’azienda”.

Viene visto come un gesto di responsabilità individuale, “in un momento in cui la sopravvivenza di questo importante Ente radiotelevisivo risulta seriamente messo in discussione, così come la pubblicazione del sondaggio sta a dimostrare”.

Un gesto, proseguono, che sarebbe visto come un atto di buona volontà e che andrebbe a beneficio della SSR, che ha bisogno di mostrarsi sotto una buona luce in tutti i modi possibili per combattere NoBillag.

Il PPD sottolinea che sosterrà il no anche se questa richiesta non venisse accolta, pur essendo sicuro dell’importanza di “sgomberare il campo da pericolose insidie e bucce di banana”.
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