Din Feliciani: "Il mite Leone non teme i prepotenti e diventa sempre più una guida autorevole in questo nostro mondo complicato e tormentato dalla violenza"

DI Don Gianfranco Feliciani
Il 14 maggio scorso, mentre a Pechino il padrone del mondo Donald Trump e il capo dell’altra potenza emergente, Xi Jinping, regolavano i loro giganteschi affari e discutevano di politica internazionale sfidandosi in un evidente braccio di ferro mascherato da finti sorrisi, all’Università “Sapienza” di Roma Leone XIV denunciava le “élite cui nulla importa del bene comune”.
Nel suo discorso, il Papa si è soffermato sull’inquinamento della ragione che, dal piano geopolitico, sta invadendo ogni relazione sociale, generando un mondo deformato dalle guerre. Ha inoltre invitato a custodire la giustizia e a vigilare sullo sviluppo e sull’applicazione delle intelligenze artificiali.
“Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce la fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune... Occorre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti... Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia”.
Un discorso di altissimo livello, capace di cogliere il tempo in cui viviamo con riferimenti concreti e profondi. Leone chiama le nuove generazioni a “edificare un mondo nuovo”, invita gli adulti a interrogarsi sul mondo che stiamo lasciando e ricorda ai docenti che “insegnare è una forma di carità come soccorrere un migrante in mare”.
Il mite Leone non teme i prepotenti e diventa sempre più una guida autorevole in questo nostro mondo complicato e tormentato dalla violenza.
Lunedì 25 maggio verrà presentata la sua prima lettera enciclica, dal titolo “Magnifica humanitas”, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale.