Don Feliciani: "La linea scelta dal governo britannico non mi convince del tutto. Si rischia infatti di cadere nella consueta tentazione di passare da un estremo all'altro"

di Don Gianfranco Feliciani
La notizia ha fatto rapidamente il giro della stampa internazionale. In Gran Bretagna il governo ha annunciato l'intenzione di vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, una misura che in alcuni Paesi è già stata introdotta o è oggetto di discussione. Ma per i giovani britannici potrebbero arrivare ulteriori restrizioni: si parla infatti di un possibile coprifuoco notturno per gli under 18 e di meccanismi destinati a interrompere periodicamente lo scorrimento continuo dei contenuti sugli smartphone.
Su modalità e tempi di attuazione regna però ancora una certa incertezza. Applicare misure di questo genere e, soprattutto, garantirne il rispetto effettivo non sarà semplice. Se dovessero entrare in vigore, la Gran Bretagna si doterebbe probabilmente della normativa più severa in materia.
A questo proposito colpiscono le parole di papa Leone XIV nell'enciclica Magnifica Humanitas: «Lo sviluppo tecnologico ha contribuito nei secoli a un significativo miglioramento delle condizioni di vita dell'umanità; allo stesso tempo, ogni fase del progresso ha mostrato anche il volto ambiguo di strumenti capaci di arrecare danno quando non orientati al bene. Nel tempo dell'intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani. L'umanesimo cristiano non rifiuta la scienza e la tecnica, ma le assume con gratitudine e realismo e le colloca, con i piedi per terra, dentro una vocazione più alta. La scuola è il luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona».
La linea scelta dal governo britannico non mi convince del tutto. Si rischia infatti di cadere nella consueta tentazione di passare da un estremo all'altro: ieri permissivi, oggi rigidissimi. Ma quando si oscilla tra lassismo e proibizionismo, il problema spesso resta irrisolto.
Papa Leone XIV indica invece una strada diversa: quella dell'educazione, del senso di responsabilità e della capacità di sviluppare un giudizio critico. Una sfida che riguarda certamente i giovani, ma che chiama in causa prima di tutto il mondo degli adulti.
La responsabilità appartiene alle famiglie, alla scuola, alle associazioni e alla politica. I giovani crescono anche in base all'esempio, ai valori e agli strumenti che noi adulti siamo capaci di trasmettere loro. È lì che si gioca la partita più importante.