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Sport
21.07.2017 - 15:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Bordoli fa le carte al campionato. "Lugano, ti mancano un attaccante e un centrocampista. Tami il tecnico giusto se Renzetti... Tramezzani? Non sta facendo nulla di male"

L'attuale allenatore del Losone parla della stagione che sta per iniziare. "In Europa League tutto dipenderà dalle avversarie. Mi auguro che Young Boys e Sion possano dare del filo da torcere al Basilea, e speriamo che sia il campo e non le licenze a decidere"

BELLINZONA – La pausa, come di consueto, non è stata lunghissima. Fra la fine del campionato scorso e l’inizio della preparazione sono passate poche settimane, e ora Super League e Challenge League sono pronte a ripartire, mentre in molti altri tornei le compagini stanno ancora scaldando i motori.

Per affrontare qualche tema legato al prossimo campionato, ovvero la presenza del Lugano in Europa League, le esternazioni di Tramezzani e le squadre in generale, abbiamo contattato Livio Bordoli, ex Lugano, Bellinzona, Chiasso e Locarno, attualmente sulla panchina del Losone e profondo conoscitore del calcio svizzero.

Il Lugano sarà impegnato anche in Europa League, dove crede potrà arrivare?
“Tutto dipende dagli avversari che l’urna di Nyon regalerà al sorteggio. Il Lugano ha il coefficiente più basso e incontrerà compagini forti, l’importante è che non lo siano troppo per poter avere qualche speranza e fare dei punti per creare la sorpresa. La vedo comunque molto dura, non ha fatto dei grossi acquisti per competere sui due fronti”.

Giocare sui due fronti avrà ripercussioni sul campionato?
“L’anno scorso Tami col Grasshopper si è lamentato perché ha giocato l’Europa League con una rosa ristretta e ne ha risentito in campionato, infatti era partito male ed era stato anche licenziato. Quest’anno non vuole fare lo stesso errore, sicuramente avrà chiesto delle garanzie a Renzetti. La rosa attualmente mi pare comunque un po’ scarna, servono altri giocatori di quantità e qualità”.

Parlava di rosa scarna, dove servono nuovi acquisti?
“Secondo me in attacco manca qualcosa. Marzouk non basta. E penso serva anche un centrocampista. Piccinocchi magari è quello che mancava, in ogni caso penso serva ancora un colpo per reparto, dato che oltretutto bisogna capire chi sono i nuovi acquisti visto che non hanno incantato nel precampionato”.

Come vede invece Pierluigi Tami a Cornaredo?
“Dopo Zeman e Tramezzani, Tami è l’allenatore opposto. È comunque capace, conosce il calcio svizzero, ha lavorato coi giovani, è molto pacato e tranquillo. Io lo vedo bene sulla panchina bianconera, bisogna capire se anche Renzetti lo vedrà bene quando i risultati verranno meno: è questo il mio punto di domanda. Se funzionerà fra loro due, ritengo sia il tecnico giusto anche a medio termine”.

Cosa pensa dei sei mesi di Tramezzani in bianconero?
“Gli si può dire solo bravo, ha fatto un ottimo percorso. È stato fortunato in alcune circostanze, bastava poco per far andare l’ago della bilancia dall’altra parte, ma ha saputo mettere Alioski e Sadiku nelle condizioni di rendere al meglio, gli hanno fatto fare il salto di qualità”.

Ora però non si sta comportando benissimo, cercando di portar via calciatori al Lugano e sparando spesso e volentieri a zero sui bianconeri e su Renzetti…
“Questo fa parte del gioco, così come i presidenti licenziano dopo due sconfitte gli allenatori. Non vedo dove sia il problema se gli allenatori cercano i migliori giocatori, fa parte delle regole del gioco e non capisco perché i presidenti, e Renzetti, si sono lamentati. Si sapeva che avrebbe fatto così, Tramezzani pensa alla sua carriera, non al bene del Lugano, ma a diventare lui un ottimo allenatore. Come arrivare, non importa, nel calcio è così. Succede in tutto il mondo. Tramezzani è approdato in una società economicamente molto forte e cerca di crearsi la squadra più forte possibile, chiede al suo presidente chi ritiene bravo. Non vedo lo scandalo, se avesse una rosa debole dopo poche partite verrebbe licenziato da Costantin e non credo che a quel punto il Lugano gli direbbe bravo per non aver preso i suoi calciatori. Sono le regole del calcio”.

Parlando delle altre formazioni, pensa che il Basilea avrà qualche avversario in grado di metterlo in difficoltà oppure dominerà ancora?
“Spero che lo Young Boys e lo stesso Sion possano dare un po’ di filo da torcere ai renani. Già lo scorso anno il livello del campionato era basso, auguriamoci che almeno a livello di emozioni sia più interessante, altrimenti il pubblico non va più a vedere le partite. Se a metà stagione si sa già chi vincerà il torneo e chi retrocederà, l’interesse cala. Auguriamoci in qualche sorpresa e in un torneo un po’ più tirato”.

E per quanto riguarda la Challenge League, chi vede favorito?
“Guardando gli acquisti e le amichevoli, che contano sì e no, vedo molto interessanti il Servette e il Neuchâtel Xamax. Sono due compagini che si sono rinforzate in modo adeguato, sono due tra le favorite per la vittoria finale. Sotto vedo in difficoltà il Chiasso, a cui mancano un paio di giocatori di esperienza, e come un’incognita il Rapperswil. Non so come leggere la situazione del Wohlen, mi auguro comunque di sbagliarmi”.

L’augurio è che a decidere sia il campo e non le licenze non ottenuto, è d’accordo?
“Lo spero davvero, queste storie fanno solo male al calcio. È peccato che ci siano queste difficoltà, si fa fatica a seguire il calcio in questo modo o a crederci”.
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