CHI Blackhawks
4
BUF Sabres
1
fine
(1-0 : 1-0 : 2-1)
VEGAS Knights
6
CAL Flames
0
fine
(1-0 : 1-0 : 4-0)
CHI Blackhawks
NHL
4 - 1
fine
1-0
1-0
2-1
BUF Sabres
1-0
1-0
2-1
1-0 DACH
16'
 
 
2-0 DACH
33'
 
 
3-0 KANE
44'
 
 
4-0 TOEWS
49'
 
 
 
 
50'
4-1 EICHEL
16' 1-0 DACH
33' 2-0 DACH
44' 3-0 KANE
49' 4-0 TOEWS
EICHEL 4-1 50'
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 18.11.2019 03:59
VEGAS Knights
NHL
6 - 0
fine
1-0
1-0
4-0
CAL Flames
1-0
1-0
4-0
1-0 KARLSSON
11'
 
 
2-0 STASTNY
30'
 
 
3-0 PACIORETTY
49'
 
 
4-0 EAKIN
55'
 
 
5-0 STONE
56'
 
 
6-0 KARLSSON
58'
 
 
11' 1-0 KARLSSON
30' 2-0 STASTNY
49' 3-0 PACIORETTY
55' 4-0 EAKIN
56' 5-0 STONE
58' 6-0 KARLSSON
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 18.11.2019 03:59
CHI Blackhawks
4
BUF Sabres
1
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(1-0 : 1-0 : 2-1)
VEGAS Knights
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CAL Flames
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(1-0 : 1-0 : 4-0)
CHI Blackhawks
NHL
4 - 1
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BUF Sabres
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3-0 KANE
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4-1 EICHEL
16' 1-0 DACH
33' 2-0 DACH
44' 3-0 KANE
49' 4-0 TOEWS
EICHEL 4-1 50'
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Ultimo aggiornamento: 18.11.2019 03:59
VEGAS Knights
NHL
6 - 0
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CAL Flames
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30' 2-0 STASTNY
49' 3-0 PACIORETTY
55' 4-0 EAKIN
56' 5-0 STONE
58' 6-0 KARLSSON
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Risultati
06.11.2019
Champions UEFA
Bayern Monaco
 2 - 0 
fine
0-0
Olympiakos Piraeus
Lokomotiv Moscow
 1 - 2 
fine
1-1
Juventus
Paris Saint Germain
 1 - 0 
fine
1-0
Club Brugge
Real Madrid
 6 - 0 
fine
4-0
Galatasaray
Crvena Zvezda
 0 - 4 
fine
0-1
Tottenham
Dinamo Zagreb
 3 - 3 
fine
1-1
Shakhtar Donetsk
Atalanta
 1 - 1 
fine
0-1
Manchester City
Bayer Leverkusen
 2 - 1 
fine
1-0
Atletico Madrid
 
10.11.2019
Super League
Lugano
 0 - 3 
fine
0-2
Basilea
Young Boys
 4 - 3 
fine
2-2
S.Gallo
Zurigo
 4 - 2 
fine
2-2
Sion
Challenge League
SC Kriens
 3 - 0 
fine
3-0
FC Stade Ls Ouchy
Aarau
 2 - 2 
fine
2-2
Vaduz
Losanna
 5 - 0 
fine
2-0
Sciaffusa
Serie A
Cagliari
 5 - 2 
fine
3-0
Fiorentina
Lazio
 4 - 2 
fine
1-1
Lecce
Sampdoria
 0 - 0 
fine
0-0
Atalanta
Udinese
 0 - 0 
fine
0-0
SPAL
Parma
 2 - 0 
fine
0-0
Roma
Juventus
 1 - 0 
fine
0-0
Milan
 
22.11.2019
Challenge League
Losanna
  
20:00
Wil
 
23.11.2019
Super League
Servette
  
19:00
Basilea
Zurigo
  
19:00
Lucerna
Serie A
Atalanta
  
15:00
Juventus
Milan
  
18:00
Napoli
Torino
  
20:45
Inter
 
26.11.2019
Champions UEFA
Galatasaray
  
18:55
Club Brugge
Lokomotiv Moscow
  
18:55
Bayer Leverkusen
Real Madrid
  
21:00
Paris Saint Germain
Tottenham
  
21:00
Olympiakos Piraeus
Crvena Zvezda
  
21:00
Bayern Monaco
Atalanta
  
21:00
Dinamo Zagreb
Juventus
  
21:00
Atletico Madrid
 
ULTIME NOTIZIE Sport
Sport
15.01.2018 - 19:070
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il futuro secondo Renzetti, "ho donato 10mila franchi al Locarno perché se vogliamo fare calcio in Ticino dobbiamo trovare forza dalla solidarietà"

Il Lugano ha contribuito con 10mila franchi alla raccolta di Ghiringhelli. "Volevo dare un segnale, è l'unica via percorribile nel nostro Cantone, che calcisticamente è isolato dal resto della Svizzera, per divertirci come gli altri. Sono sempre dell'idea che la struttura deve essere a piramide"

LUGANO – Come nelle favole, ha scritto Giorgio Ghiringhelli. La sua azione per tentare di salvare il Locarno si è conclusa oggi (la società per contro ha ricorso contro il fallimento, e si attendono notizie): all’ulltimo momento si sono aggiunti alla somma Bruno Martignoni, ex giocatore ora al Chiasso, con 500 franchi, e Marco Perazzo, attuale capitano della formazione locarnese, con 200 franchi. Ma a stupire tutti, e a far parlare di favola, sono i 10mila franchi promessi da Angelo Renzetti a nome del FC Lugano, per “dare un segnale”. Il totale è ora di 75'800 franchi. 

Abbiamo raggiunto il presidente bianconero per commentare la sua scelta.

Come mai ha deciso di promettere questi soldi?
“Io penso che a un certo momento debba esserci una certa solidarietà tra squadre di calcio in Ticino. È un segnale importante. Sono locarnese, ho giocato lì, ho passato la mia infanzia in riva al Verbano, mio figlio vive lì, per me era un atto dovuto, augurandoci che vada bene”.

La donazione è a nome suo personale o del Lugano?
“Del Lugano, che poi sono io (ride, ndr)”. Volevo appunto dare un segnale, tra squadre dovremo fare tutti qualcosa, se lo facciamo il Locarno riuscirà a sopravvivere. Certo, dovrà cambiare il management e altre cose, però non fare niente con scuse mi sembra riduttivo”.

È particolare il fatto che una squadra ne aiuti un’altra…
“Il Ticino è una zona isolata calcisticamente dal resto della Svizzera. Da una parte abbiamo le Alpi, parlano un’altra lingua, hanno un bacino più grande dove muoversi. Noi dobbiamo trarre la forza dalla solidarietà fra noi se vogliamo far calcio e divertirci come nel resto del Paese”.

L’avrebbe fatto, ipoteticamente, anche per altre compagini?
“Sicuramente, ad altre squadre abbiano dato giocatori. È l’unica strada percorribile in Ticino per farci fare un salto di qualità”.

I tifosi del Lugano hanno capito?
“Prima di tutto ho dato tanto al Lugano, quanto donato al Locarno è un millesimo. Non penso la prendano male, non credo siamo così indietro”.

Si aspetterebbe che, nel malaugurato caso ci fosse bisogno, gli altri aiutino il Lugano?
“Non l’ho fatto per quello, me lo sentivo e il mio gesto è venuto dal cuore”.

Come mai molte squadre hanno difficoltà? Non ci sono più soldi o è il calcio di oggi che chiede troppo? Pensiamo al Wohlen, che ha già rinunciato alla licenza per il prossimo anno, e non è un caso isolato.
“Quello è un altro discorso, la SFL chiede troppo, il campionato è strutturato male. Non si può tenere una squadra professionistica in sobborghi come Wohlen dove mancano le infrastrutture e la federazione obbliga a rifarle, o dove non ci sono i numeri per il professionismo. Qui è un problema di struttura, che va rivista. Il Locarno invece è una problematica legata al Ticino. Sono state perse tante occasioni in Città. Il Locarnese può certamente permettersi una Prima Lega Promotion, per anni l’ha fatta senza troppi problemi. Questa situazione arriva probabilmente da lontano, già dai tempi della Challenge League, con tutta la storia che c’è stata con il club paraguaiano e non solo, il tutto è diventata una valanga”.

Non pensa comunque a Team Ticino? La sua idea resta quella della piramide, come sosteneva già quando se ne discuteva e c’erano quattro ticinesi in Challenge League?
“Sì, il calcio ticinese deve essere una piramide, non deve essere Lugano o Bellinzona. Bisogna andare avanti all’unisono, collocarci dove possiamo, non dove ci porta l’esaltazione”.

A Lugano invece come va? Ha trovato qualche valido aiuto?
“Il discorso è più complicato, perché sono impegni importanti, stiamo lavorando per migliorare anche in quel senso”.

Per quanto riguarda al campo, a cosa puntate nella seconda metà di stagione?
“Prima di tutto salvarci, poi vedere se può succedere qualcosa in più. Europa League? Non è quello l’obiettivo, vogliamo mantenere la categoria, se ci riusciamo in tempi brevi possiamo anche sognare. Nel calcio bisogna sognare senza perdere di vista la realtà”.


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