Cronaca
18.10.2017 - 17:550
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

La rabbia di Falò, "Corriere del Ticino, che fai? Ci lusinga e ci stupisce. Il lavoratore citato oggi non ha parlato con noi"

Il responsabile della trasmissione ha firmato una nota social: "avrebbero potuto farci una telefonata. Morini è stato dichiarato attendibile dalla Magistratura, ma non lo hanno detto. E per UNIA abbiamo parlato con Formato. Le fonti non si rivelano nemmeno sotto tortura"

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COMANO - Falò contro il Corriere del Ticino. Il responsabile della trasmissione di approfondimento della RSI, Roberto Bottini, non ha gradito gli articoli degli ultimi due giorni del quotidiano, dove si citavano due presunte fonti dell'inchiesta su Argo 1: il primo noto a tutti, perchè ha parlato a volto scoperto ed è disponibile al confronto (lo abbiamo verificato noi ieri) ma la cui attendibilità è stata messa in dubbio, il secondo che non c'entrerebbe nulla.

E dunque ha diramato una nota via social.

Eccola, integrale:

"Sono due giorni che la principale preoccupazione del Corriere del Ticino sembra essere il lavoro di Falò. Il giornale sembra interrogarsi su come abbiamo condotto l’inchiesta ARGO 1, in relazione all’attendibilità delle nostre fonti.

Il fatto ci lusinga e ci stupisce.

Ci lusinga perché pensavamo che negli ultimi due giorni ci fossero delle notizie più importanti che meritassero il titolo d’apertura del principale quotidiano ticinese, per limitarci al caso Argo 1 la decisione della commissione della gestione di chiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d ’inchiesta.

Ci stupisce perché visto che il tema degli articoli riguarda il nostro modo di lavorare ci saremmo almeno aspettati una telefonata, come avviene solitamente in questi casi almeno per verifica.

Se la chiamata fosse arrivata avremmo potuto evitare agli amici del Corriere di pubblicare alcune inesattezze relative in particolare all’identità delle nostre fonti e alla loro attendibilità. Ciò non è accaduto e così ieri è toccato alla Magistratura smentire il CdT (fatto neppure citato dal quotidiano di Muzzano) confermandoci l’attendibilità del teste Mario Morini, tanto più che dichiarazioni analoghe alle sue sono state rilasciate da altre 7 persone.

In merito alle speculazioni pubblicate sull’ edizione di oggi – Falò cassa di risonanza degli infiltrati di Unia che ci avrebbero fornito documenti fondamentali – avremmo potuto spiegare al Corriere almeno altri due fatti: il signor A. C. - di cui il Corriere fa inspiegabilmente il nome, manco fosse un delinquente, tanto più che ci risulta essere un serio professionista - non ha svolto nessun ruolo rilevante nell’inchiesta condotta da Falò su Argo 1; UNIA invece si esprime per voce del sindacalista Oswaldo Formato che fa parte delle persone intervistate nell’inchiesta, come normale vista la natura delle irregolarità emerse e mai smentite, durante la gestione di Argo 1: dumping, pagamenti in nero, orari di lavoro contraffatti.

A questo punto, non siamo più soltanto lusingati o stupiti, ma da giornalisti diventiamo anche curiosi: chissà se nell’edizione di domani il Corriere indovinerà almeno una delle 20 fonti - non tutte, diamo un aiutino, di carattere sindacale – cui abbiamo attinto prima di pubblicare la nostra inchiesta? Mi permetto di suggerire ai colleghi di non telefonarci per chiederci la loro identità, perché le fonti sono sacre e non si rivelano neanche sotto tortura. Ma almeno questo forse il CdT lo sa?".

Un chiusura se si vuole un po' ironica che non stempera l'amarezza del resto. Il caso Argo 1 ha spaccato il mondo della politica, e adesso si sta insinuando anche in quello del giornalismo.
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