Estero
05.03.2017 - 11:360
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Gabriella Mereu, "in Ticino ho dovuto vendere anche la casa. Ora aspetto i miei pazienti ticinesi a Cernobbio"

La discussa dottoressa, al centro di un servizio della RSI, non aveva potuto parlare a Tisana. Cosa fa ora? "Ho continuato a lavorare, la radiazione è sospesa"

CERNOBBIO - Il caso della conferenza del Dottor Poppale a Tisana, messa in dubbio per i legami con Scientolgy (anche se le due situazioni non hanno nulla a che vedere) ha fatto a molti tornare in mente quello di Gabriella Mereu, la discussa dottoressa di cui parlarono trasmissioni come Le Iene e Patti Chiari. Anche lei doveva parlare a Tisana (ma a Lugano), e le fu impedito. Un anno dopo, che fine ha fatto? Ce lo ha raccontato in esclusiva. A distanza di diversi mesi dal no di Tisana, è ancora arrabbiata? "Ritengo che siano stati ridicoli. Un sindaco si è abbassato a parlare di una persona che non conosce... È stata una manovra politica, si attaccava un medico, come me, che era venuto in Ticino per riposare, e che qui non ha mai lavorato..." Lei vive ancora in Ticino, e esercita nel nostro Cantone? "Ho dovuto vendere la mia casa, poiché la banca mi ha revocato improvvisamente il mutuo, costringendomi a quella decisione. Ho avuto una diffamazione gratuita, nessuna possibilità di replica, un'accusa di abuso della professione di medico, anche solo per aver curato una persona in un bar con la parola, con la sola intenzione di fare del bene. Per non parlare della trasmissione "Patti Chiari", con un video tagliato, senza mostrare che quella signora, che mi aveva agganciato al telefono con la pietà, non mi ha pagato. È il paziente che guarisce, lei non aveva fiducia nei miei metodi... Tutto il servizio era stata una mossa vigliacca, bassissimo giornalismo se non criminalità". Che cosa fa, dunque, adesso? "Ora ho affittato uno spazio a Cernobbio e aspetto i miei pazienti ticinesi. Loro non si fanno prendere in giro o influenzare dal regime. Quando andavo nei vari uffici per i documenti, dopo la diffamazione, gli impiegati ticinesi erano dalla mia parte, capivano che ero innocente dalle accuse che mi fanno. Non pensano di sicuro che hanno ragione il potere o il sindaco di Lugano..." Era stata radiata dall'Ordine dei medici in Italia, può lavorare? "Posso esercitare. Sto aspettando che la Commissione centrale mi giudichi, ma tarda a farsi sentire. Sono stata radiata, ma questa è stata sospesa, per cui non ho mai smesso di lavorare, facendo i miei seminari e visitando i pazienti. Anche quando ero in Ticino lavoravo in Italia, da voi non ho potuto farlo". Il servizio de "Le Iene", che ha avuto ancor più risonanza di quello sulla RSI, l'ha danneggiata in qualche modo? "Nella loro ignoranza, in quel servizio hanno divulgato il parere di un professionista, come sono io, che la pensa in molto originale, riconosciuto da molti pazienti. Io indago per capire quale personalità determina un problema: la mia concezione dice che ogni rimedio viene dalla personalità. Per esempio gli epilettici sono per me esibizionisti, i paralitici molte volte sono manipolatori. Non fa altro che arrivare gente che prima non mi conosceva e che poi si è informata su di me, e si è accorta della mia professionalità e competenza. La mia professione è salita di qualità!" In che senso? Sono diverse le patologie di cui si occupa? "Arrivano di meno i pazienti ipocondriaci, quelli per cui io sono un medico come gli altri: si rivolgevano contemporaneamente a un altro dottore per avere farmaci, o a omeopati. Ora mi arrivano casi speciali, utili per continuare la mia ricerca. Penso alla persona che è appena andata via, una paziente di Oristano che segnalava da anni una discinesia (un'alterazione del movimento, in neurologia dei muscoli volontari, ndr). A volte è come se un paziente sia invaso da una doppia personalità che lo costringe a fare il malato per manipolare: questa donna, quando le ho detto la verità, è partita da qui ridendo di sé stessa, e facendo molti meno movimenti rispetto a prima". Per lei comunque il Ticino è un capitolo chiuso? "Sono i ticinesi che non mi vogliono! Il medico cantonale mi ha fatto sottoscrivere e firmare che non avrei più fatto conferenze in Ticino. Potrebbero richiamarmi se riconoscessero la mia professionalità, anziché diffamarmi senza esaminare le mie competenze. Sarei pronta a tornare se mi riconoscessero la mia esperienza e la mia ricerca". Cosa vuole dire, sulla base di questa esperienza? "Diamo la possibilità di parlare a tutti, poi la gente deciderà. Prima di Tisana avevo fatto in tempo a fare una conferenza a Locarno, e la sala era piena, nonostante non ci fossi mai stata". Nell'immagine, un fotogramma del servizio de "Le Iene"
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